Pagine

Visualizzazioni totali

giovedì 15 dicembre 2011

Sopravvivenza, Atto tre

Si tratta di una vera soddisfazione. L'altro giorno, tale 23 Novembre, ero intento a svegliarmi per andare a lezione, quando di un tratto mi ricordo di un giorno speciale: ehi, oggi facciamo tre anni! Diamine, non siamo ancora affondati! Figo!
Ovviamente mi appresto a fare gli auguri al resto della micronazione, la gloriosa ed imperterrita Repubblica Federale di St.Charlie, (credo) unica micronazione italofona che intrattiene rapporti duraturi anche col resto della microsfera "internazionale". Ma tra una tazza di tisana ed una seduta rilassante davanti allo schermo di un PC vecchio e malandato, penso.. cosa abbiamo fatto per arrivare a ben tre anni? Mica pizza e fichi, dopotutto.
Una cosa va detta: dal progetto che intrapresi nel 2008 a quello che siamo arrivati a fare finora, le cose sono cambiate, sia nel bene o nel male. Va anche data un a nota di merito al buon vecchio Nicolò Alvisi, al momento mazziato da diversi lati, ma su questo parlo tra poco. Non vi preoccupate.
In tre anni siamo passati da una monarchia assoluta in stile "tongue-in-cheek" ad una vera e propria comunità democratica, e devo essere sincero: non me lo aspettavo. I fatti vanno analizzati, ma siicuramente non volete ascoltare le parole di un diciottenne universitario la cui problematica maggiore (al momento) è di passare l'esame di Sociologia. Perciò, riassumerò tutto "in soldoni", e vi giuro che non elogierò la "baracca St.Charliana" come fa Tallini con la sua UMMOA. Quindi potete pure rilassarvi e gustarvi le parole di un adolescente sgangherato (e non dovete nemmeno pagare per il MicroTime, quindi zitti e continuate a leggere).
Ovviamente scherzo, ma il concetto rimane praticamente lo stesso, anche se con una punta di arroganza (se permettete): come siamo sopravvissuti? La risposta è semplice, ed all'alba della caduta di diverse micronazioni italofone, credo valga la pena discuterne: comunitarismo, duro e puro.
Alcuni mesi fa mi incontrai a Tor Pendente con la nostra Presidente della Repubblica, tale Lisa Cassidy. La Cassidy sicuramente non è un mostro di popolarità fuori da St.Charlie, e questo lo sapete anche meglio di me, ma tra una pizza e una Coca Cola, mi disse chiaramente la sua posizione: non basta solo cercare indipendenza, o altre storie di questo genere che molte micronazioni vogliono tentare in questi giorni (fallendo nel 99.9% dei casi, eh). Basta semplicemente provare a diventare un punto di incontro; una specie di gruppetto che oltre a discutere della bella bionda che passa per strada, prova -nel suo piccolo- a migliorare la realtà che lo circonda.
St.Charlie, più o meno, è così. Non vado a mentirvi: come leader del Partito Nazionale, abbiamo spesso criticato il nostro (ormai uscente) Primo Ministro Alvisi, che ha focalizzato molte delle sue azioni su una Federazione sola, alla fine. Ma una lode gli va data: al contrario di altri, egli ha avuto la capacità di "uscire da internet", formare un gruppo interessato anche fuori da Google Chrome e di formare una micronazione solamente con l'ausilio della vita reale, cosa che in pochi riescono a fare. Ovvio, c'erano anche altre cose da fare, ma in quel campo ha dato il meglio di sé. Nel 2011 St.Charlie si è sviluppata fuori dalle mura telematiche, e per quanto questo abbia colpito negativamente la nostra reputazione internazionale -che ha visto l'assenza, su internet, del capo del governo di una micronazione (caso raro)-, sicuramente tornerà utile in futuro al prossimo Premier; che sia io o il candidato Socialista, Filippo Lanzarini. Nico è anche un buon amico, e lo stimo molto per diverse cose che ha fatto, quindi non serve dire altro a riguardo.

Ma quindi questo siamo noi: un gruppo di adolescenti interessati alla politica? Non solo. St.Charlie sopravvive grazie a chi ci sta dentro e che la aiuta a vivere come simulazione politica e culturale. Ma anche noi abbiamo spazio per due risate, altra cosa importante per una micronazione: mai prendersi troppo sul serio.
Per fare un esempio divertente, come sapete tutti, dal 2008 al 2010, Whisky I, un cane, fu il nostro Presidente della Repubblica. Nel febbraio 2009, quando all'epoca molti della mia scuola seguivano St.Charlie, proposi al mio consiglio dei ministri di sostituire il Presidente con qualcosa di più "professionale". La reazione fu terribile: cittadini e ministri mi chiesero di tenerlo dentro. Con questo, Whisky regnò come leader fino alla sua dipartita, nel Marzo del 2010. Questo solo per spiegare l'unità che si è formata, banale ma chiara, su St.Charlie. Una cosa che auguro a tutti e che personalmente non riesco a spiegare.
Concludendo, quello che ho scritto qui, spero lo riesca a fare anche qualche altra micronazione nel futuro prossimo. Una cosa la dico: tra tutti noi in tre anni abbiamo litigato, ci siamo scannati, abbiamo minacciato crisi di governo, proteste, ed anche uno "sciopero". Ma una cosa è certa: la soddisfazione di sentirsi, a fine giornata, membro di un piccolo stato non riconosciuto, è una gran bella cosa.
Jacopo Castelletti

Nessun commento:

Posta un commento