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giovedì 15 dicembre 2011

Bisanzio e le Crociate – Incontro e scontro tra Oriente ed Occidente

E’ sempre una grande emozione ritornare a Venezia e soprattutto partecipare come patrocinatori ed organizzatori ad un evento culturale di grande spessore come è tra le finalità del nostro Ordine - Nazione : " BISANZIO E LE CROCIATE - INCONTRO E SCONTRO TRA ORIENTE E OCCIDENTE ", svoltasi a Venezia ed esattamente nella vicina isola di San Servolo (10 minuti di traghetto che consiglio a tutti di visitare per la pace e tranquillità che il luogo offre ) dove si trovava un ex struttura per il recupero dei malati psichiatrici ,oggi sede museale ,di convegni ,ma anche luogo di soggiorno, gestita dalla provincia di Venezia, un’isola piena di verde,di cose antiche ( ma ci sono anche dei campi da tennis e basket ) e di piccoli scenari di grande suggestione oltre alla sorpresa di trovare sempre opere della biennale che rendono ancora più particolare tutto il contesto ( quest’anno una grande scultura contro la guerra di grande effetto ).
Organizzata sin dalla fine si questa estate , la conferenza dal suggestivo titolo “BISANZIO E LE CROCIATE .INCONTRO E SCONTRO TRA ORIENTE ED OCCIDENTE “, ha avuto questa volta,dopo anni di collaborazione misconosciuta ( agli altri ) una propria collocazione specifica, come lo testimonia la presenza del nostro logo nella locandina ufficiale,le brochure e la stampa di settore,il grande interesse mostrato alla mostra , non solo alla tematica del convegno ,ma anche al nostro Ordine, alla sua storia,struttura ecc.. Tra questi l’interesse ci è pervenuto anche dagli autorevoli accademici presenti ( di cui uno è anche presidente della prestigiosa accademia Costantiniana) dai quali abbiamo avuto i complimenti per la passione ed il contributo all’organizzazione e come detto da loro stessi ” non i soliti ordini che spillano solo quattrini,ma un ordine che rispetta le sue finalità come l’aiutare sia la cultura che la società sempre in base alla sue possibilità organizzative ed economiche”. La conferenza ,come ogni anno ha come location l’isola di san Servolo,un’isola piena di verde,di luoghi antichi e di piccoli scenari di grande suggestione oltre alla sorpresa di trovare sempre opere della biennale che rendono ancora più particolare tutto il contesto ( quest’anno una grande scultura contro la guerra di grande effetto )
Torniamo alla conferenza di cui vi faccio ,sia per non annoiarvi ,sia per rispetto per chi stilerà gli atti di essa una rapida sintesi .
Come precedentemente scritto la conferenza che in questa edizione ha avuto non solo il solito patrocinio della PROVINCIA DI VENEZIA ,ma anche quelle di altre autorevoli istituzione tra cui il centro di studi bizantini francese - L’EHESS ,L’AMBASCIATA GRECA DI ROMA E ALLIANCE FRANCAISE VENISE oltre allo S.M.O.R.A. . Per dare spazio al folto gruppo sia di accademici che di giovani, anelanti ad esporre i propri studi nelle varie fasi del convegno ,nonostante gli inviti della direzione dell’Associazione Bisanzio e di parte dei convenuti ,nei mesi precedenti nel presentare degli studi sulla tematica del convegno , abbiamo ritenuto ( anche per carenza di tempo per preparare una buona relazione ) occupare una posizione più defilata , aiutare gli altri componenti sia nella raccolta dei fondi,in pratica un’attività di servizio . Per il prossimo anno il contributo scientifico alla conferenza da parte dell’ ordine non mancherà , posta dalla Associazione come condizione necessaria, per la partecipazione per il prossimo anno. Premettiamo che in altre conferenze sia il sottoscritto che altri del nostro gruppo , si sono prodigati nella buona riuscita degli eventi,e, non per vantarci ,siamo stati i primi nel 2006 ad inaugurare in assoluto con una nostra presentazione /discorso la sequela di eventi che hanno portato a quest’ultimo.
Andiamo al sodo: la conferenza si basava sui rapporti tra Bisanzio e le crociate che spesso sono state per L’IMPERO ROMANO D’ORIENTE ,non un’ aiuto ( mai richiesto in effetti ) ma una vera calamità provocandone nel tempo l’accelerazione della sua caduta. Queste Crociate che per essere tali dovevano avere l’imprimatur del Papa,pur avendo come fine la liberazione dei Luoghi santi Cristiani si rivelarono come vero e proprio esercito di occupazione composto da una stuolo di famelici occidentali ,predoni ed assassini e nobili spiantati, che vedevano in Bisanzio e l’oriente in generale ,non il legittimo erede e continuatore dell’Idea di Roma ( per i cattolici i Bizantini erano addirittura eretici ) ,ma solo le sue ricchezze – tra cui tante reliquie - da saccheggiare e profanare. Quindi una rapporto teso,conflittuale ,che giunse alla crociata del 1204, quando gli occidentali espugnando , dopo secoli di inviolabilità , Costantinopoli , costrinsero il potere imperiale a spostarsi in Anatolia ed esattamente a Nicea (l’impero si chiamò temporaneamente ,”Impero di Nicea “),indebolendone la struttura ed aprendo le porte a quella che sarà l’enorme espansione ottomana fermata solo a Lepanto il 7 ottobre 1571 da parte di un occidente ormai conscio del pericolo che indirettamente avevano creato. L’impero ottomano comunque ,pur rinunciando ,tranne qualche sporadico episodio, alla conquista dell’occidente ormai rafforzatosi, continuerà per secoli a devastare le coste italiane attraverso la pirateria e le navi corsare , un modo indiretto per mantenere questa sorta di guerra perenne con l’Occidente ,azioni contrastate dalle potenze dell’epoca come la Serenissima,oppure lo stesso Regno Di Napoli ( in epoca vicereale spagnola e borbonica non poche furono le spedizione per eliminare il pericolo di tali incursioni a volte invadendone gli stessi territori di cui per un certo periodo ne acquisivano una sovranità temporanea ).
Questa è la premessa della tematica del convegno,il quale poi si è articolato in due step o giornate :
1. Il 10 dedicato agli accademici tra cui esperti di tecniche militari,ordini cavallereschi , ed ognuno dei quali ha seguito poi un proprio modello di esposizione e di interazione con il pubblico. Più ingessati gli italiani nella loro veste accademica e voluminosa documentazione ,più spigliata e con continue interazioni con il pubblico i rappresentanti dell’istituto EHESS i quali oltre ad avere una visione colta delle cose ,si sono dimostrati estremamente divulgativi rendendo frizzante il loro momento espositivo( erano consci che il pubblico era composto da una varietà di persone e non tutte edotte sulla materia );
2. Una piccola esposizione di opere di un attore artista locale ,che fa anche laboratorio di sperimentazione ;
3. Gli interventi erano intervallati da brani letti da un attore su testi di storici o filosofi bizantini accompagnati da musica ;
4. una seconda parte svoltasi la mattina ,quella per la quale sia il sottoscritto dal 2006, ha sempre sostenuto: due stanze con del pubblico ,dei relatori (non necessariamente dei professionisti ,ma anche dei semplici cultori della materia ) seguito da un tutor di provenienza universitaria fornito dall’associazione e con la supervisione degli stessi accademici mischiati tra il pubblico che spesso fornivano agli stessi giovani ricercatori spunti di continuità per il loro lavoro oppure semplici indicazioni per renderlo più agevole.
La notte prima ,in una affascinante Venezia in compagnia del prof. Odorico e del suo Staff e parte della delegazione greca ,si è un scorazzato tra le parti più bizantine della città lagunare, in un’atmosfera diversa e particolare, rispetto al mattino, e all’invadenza turistica , rendendo questo intermezzo sempre piacevole ed ormai una tradizione consolidata.
L’appuntamento è per il prossimo anno ,lo SMORA sarà ufficialmente invitato non solo come sostenitore ,ma anche come relatore di uno dei fatti più importanti della storia : “LA CADUTA DI COSTANTINOPOLI”
Un’ argomento affascinante poiché il 29 maggio del 1453 non cadde solo una città quasi in rovina,ma anche la perdita diplomatica della sopravvivenza dell’ idea dell’IMPERO di ROMA e della sua universalità. Bisanzio ridotta ad un fazzoletto di terra quasi come una micronazione, dopo 1000 anni in cui aveva dominato in tutti i campi , il mondo medievale, e portato con orgoglio il nome di Roma (essi stessi non si sono mai definiti greci o elleni ma Romaioi ,cioè romani a tutti gli effetti ) Un’idea che aveva come sua unica risorsa la sola diplomazia che gli garantirà un secolo ancora di vita e un movimento in occidente denominato Umanesimo e Rinascimento che raccoglierà da esso quella idea di classicità e di ROMA che si perpetua ancora oggi.

Strato Gelsomino

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