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mercoledì 15 febbraio 2012

Secondo anniversario di Atlantis

Ebbene sono già passati due anni da quando la Repubblica di Atlantis si è formata. Due anni possono sembrare pochi , ma è un po come calcolare l’età di un cane, il tempo per una micronazione non è equivalente al tempo di una nazione. La maggior parte delle micronazioni vengono abbandonate a “morire” dopo meno di un paio di mesi e chi riesce a “sopravvivere” deve tenersi attiva, non abbassare la guardia, aggiornarsi e tener conto della “concorrenza”. Insomma non è facile ed il tempo che ci si deve impegare è molto. Tutto sommato la Repubblica di Atlantis è ancora in piedi dopo due anni, due anni in cui ha avuto alti e bassi, modificazioni interne, che continueranno ad esserci, nuovi cittadini… Durante il primo anno c’è stato il mutamento fisico e materiale maggiore, in cui si è passati dal virtuale al cartaceo, si sono compate delle bandiere, si è fatto i conti con la fisicità della realtà, nuova forma di governo, nuove istituzioni, nuovi politici. Il secondo anno invece è stato un’anno di grande sviluppo per le basi culturali e giuridiche della repubblica.
Due anni di esistenza non vuol dire che da due anni esistono un paio di siti, di gruppi, di pagine immutabili su di noi, ma vogliono dire assiduità, impegno e molta passione per un progetto che non è mai passato in disparte. Un progetto che ha impegnato molte persone, che ha cambiato realmente la vita di molti cittadini della Repubblica.
Abbiamo visto un po’ il passato, ora guardiamo al futuro. Cosa ci aspetterà? Sicuramente cambiamenti, molti e possenti ma necessari. Sviluppo culturale, istituzionale e politico, passi in avanti in ogni campo, più o meno tangibili. La Repubblica ha avuto uno sviluppo veloce e constistente e tutto lascia presagire che ci saranno cambiamenti importanti durante questo terzo anno che porteranno ad un miglioramento della Repubblica sotto ogni aspetto.
Non si possono avere certezze sul futuro, tranne una. Che festeggieremo anche il nostro terzo anniversario.

Alexander Virgili

La Coppa del Mondo VIVA

Nel 2009, dal 22 al 27 giugno 2009, s'è tenuto il Mondiale Calcistico dell'NF-Board, della cui edizione 2010 avevamo parlato nel numero precedente.
La terza puntata di questo avvenimento s'è tenuta nell'amata terra dei lauradur, la Padania, tra Novara, Varese, Brescia e Verona.
Le squadre partecipanti sono state divise in due gironi da tre squadre.
Nel primo gironcino, composto, oltre che dalla Nazione ospitante, da Kurdistan e Occitania, è stato vinto dai Verdani, a punteggio pieno, seguiti, a meno tre, dai Curdi.
L'Occitania, dopo un sonoro 4-0 subito dalla Rappresentativa mesopotamica ed un'ulteriore sconfitta per mano dei Padani, ha chiuso a zero punti la graduatoria del Girone A.
Nel secondo scompartimento ha, invece, dominato la Provenza, seguita a ruota dalla Lapponia, sotto di tre punti agli Angioini.
Senza alcuna gioia l'esperienza degli isolani di Gozo, che sono usciti dal tabellone in seguito a due acre batoste contro i Sami (7-2) ed i capogirone (3-1).
Nella finale consolatoria di 5°-6° posto si sono date battaglia le Selezioni eliminate. Il Pays d'Oc ha strappato un 2-1 ai gozzitani nel match disputato al Rigamonti di Brèsa.
Le semifinali hanno visto fronteggiarsi i mediorientali ed i provenzali, con gli ultimi ch' hanno dovuto cedere di ben 6 reti.
Sempre netto il risultato tra la Verdania e la Lapland, nella cui rete Eilersten, l'estremo difensore nordico, ha osservato spegnersi quattro palloni. Per i Polentoni gol di Pedersoli, Battaglino e Ligarotti, uniti all'autorete di Haetta.
Le due prefinali, disputatesi nello stadio varesotto dell'Ossola, hanno dato alla luce due possibili vincitori, da un lato i beniamini di casa, dall'altro il popolo venuto dalla Mesopotamia.
Inoltre, nella finalina 3°-4° hanno battagliato Franchi ed i joikisti, che sono risultati in uno spettacoloso 4-4, modificato, nei tempi supplementari dal gol degli Artici, che nelle loro fila facevano invidiare giocatori di calibro europeo quali Nystrom, attaccante dello Stromsogodset, Hogly, terzino del Tromso e Sandvarn, capitano del gruppo, difensore del Mariehamn.
In questa disputa ardua s'è reso protagonista e capocannoniere Thomassen, attaccante connazionale dei sopra riportati più famosi calciatori.
Nella finalissima, giocata nel campo scaligero del Bentegodi, la Bossitania ha stoppato la corsa degli avversari con un netto 2-0, marcato da D'Alessandro, bomber della Rivarolese e da Casse, collega burbanello.
E' il secondo trionfo in questa importante manifestazione dei Trotiani e, come visto nell'uscita antecedente, non sarà lo spegnimento d'un'importante scala che porterà gli indipendentisti al comando del calcio autonomo.

Giorgio Viganò

La nuova Res Publica.

La caduta di Res Publica SPQR, la Repubblica del Senato e del Popolo di Roma, ha segnato una tappa importante nella storia del micronazionalismo italofono e in tutti i suoi singoli interpreti fisici.
La fine di un progetto non ha impedito a quei ragazzi, "figli della Romanità", di continuare a programmare un contenitore politico adatto alle proprie idee e alle proprie aspettative. La vecchia Res Publica è ora un movimento politico che ha le proprie pretese, la propria struttura e la propria identità. Ha smesso di occuparsi di cittadinanze, di elezioni, di giustizia interna, ma continua a rendersi indipendente in nome della libertà e dei diritti politici delle comunità.
Dovunque và il mondo, tu seguilo. Diceva qualche saggio. Noi diciamo "costruisci da te la strada del mondo".
Da movimento popolare e giovanile, quale siamo, abbiamo accolto la proposta di dialogo di molti soggetti simili al nostro, in nome di una collaborazione politica nel segno dei valori di Roma. Così abbiamo conosciuta la Confederazione Socialista Romana e Terza Repubblica, avanposti di Romanità e Socialismo. Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà senza dubbio cercare di sottrarre la Romanità e l'immagine di Roma, Imperiale e Repubblicana,agli stereotipi che le vogliono appannaggio della destra e del neofascismo.
La strada non è facile. La Romanità e il movimento si pongono come disgregatrici delle ideologie moderne novecentesce e a sua volta sintesi e superamento di tutte queste. Costruire una mentalità nuova è necessario per provare a migliorare una società corrotta e materialista all'ennesima, e trasformare l'uomo, da "economicus" a "novus", rinnovato.

Giuliano Peretti

Unioni di fatto: solo questione di diritto

Basta demonizzare o mitizzare il registro delle coppie di fatto. E’ una questione di diritto. Le costituzioni micronazionali si basano sul concetto di stato laico. L’impegno di alcune micronazioni va esattamente in questo senso.Ad esempio la legge nel Regno Dolcebano definisce la famiglia anagrafica “come un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi”.
Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: “tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale”.
Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”.
Il Consiglio delle Rose dovrebbe in tal senso adoperare una carta dei diritti umani, volta al riconoscimento della parità tra individui senza tener conto del sesso di appartenenza.
Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche, non si tratta di iniziative promosse solo da uno schieramento, in molte mirconazioni con Governi di destra o conservatori hanno adottato provvedimenti in tal senso. Non c’è contrapposizione tra i due temi, ne possono essere paragonati. Il rischio se no è quello di nascondersi dietro un falso ideologismo. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia ma, anzi, concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo ignorarne i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire abnegarne altri.

Tania Bizzarro

Intervista a Piter Zucca di Giorgio Viganò

Piter Zucca è stato l'ottimo padre fondatore del neo micronazionalismo italofono.
Ha unito informalmente, sebbene senza vincoli legali, le varie micronazioni in giro per la penisola, da Milano a Napoli, da Bologna a Palermo.
Ha fondato il MicroTime, pagine che state leggendo in questo momento e la dicitura "Tu sei Piter e su questa pietra si costruirà il micronazionalismo neoitalofono" (quello della Libera Informazione Micronazionale, per intenderci) sussiste perfettamente.
Ha formato una comunità italofono ampia, amichevole, informata, utopica e sussistente. Forse questo è il suo merito principale.
Da sempre ha riportato articoli circa le realtà micronazionaliste, portando l'Informazione in primo piano.
Ha eseguito interviste e scritto articoli su molti personaggi, ma oggi vogliamo sconvolgere la regola. Vogliamo intervistarlo.

Ciao Piter, iniziamo dalle radici... da dove vieni, quando sei nato e quando sei entrato nel micronazionalismo?

Prima di tutto grazie per l'intervista che mi stai facendo e ti ringrazio per le belle parole sopra dette. Venendo a noi, precisamente vengo dalla Città di Livorno che si trova in Toscana e sono nato a Luglio del 1986. Diciamo che sono "entrato" nel micronazionalismo ormai da cinque o sei anni sinceramente non me lo ricordo e tutta la mia esperienza micronazionalistica diciamo che l'ho sviluppata in Vitla.

Che ruoli svolgesti in Vitla? Che cittadino eri?

Diciamo che inizialmente in Vitla non ero molto attivo anche perché non capivo dove volesse andare a parare. Mi spiego meglio all'inizio non si capiva bene se era un banale GDR o un progetto serio, quindi decisi di giocarmi in prima persona e portare il mio contributo per non far cadere Vitla nella morsa del giocoruolismo avendo visto e conosciuto anche altre realtà micronazionalistiche.
In Vitla ero un rompicoglioni mi battevo per molte cose insieme ad altri che ormai hanno mollato, come me, Vitla. Mi piaceva molto coinvolgere i Cittadini e non solo nelle mie iniziative "cultrali" e per assurdo rimanevo allibito come in Vitla pochi mi seguivano e da fuori molti mi seguivano infatti qui nasce la mia volontà di fare progetti intermicronazionali o che coinvolgano molte realtà differenti.
In Vitla non lasciavo nulla al caso e sopratutto odiavo coloro che si credevano superiori.
Comunque finisco di rispondere alla domanda e ti dico che in Vitla ho ricorretto vari ruoli e ad elencarli non finirei però sta volta faccio un eccezione. Ho ricoperto la carica di Vice-Presidente dell'Assemblea Costituente, sono stato Presidente e Vice-Presidente del Parlamento, sono stato Giudice, sono stato molte volte Deputato, ho ricoperto il ruolo di Ministro della Cultura e Ministro degli Affari Esteri, sono stato anche Ambasciatore e Agente Diplomatico. Ho fondato un Movimento che si chiamava Movimento dell'Ideale Vetlano e poi ho fondato il Partito Liberale Vetlano. Ho fondato due Circoli Culturali ed un giornale intermicronazionale chiamato Aurora.
Insomma mi son dato da fare e non mi annoiavo.

Da cosa derivò la tua voglia di staccarsi mano mano dalla singola Micronazione per creare un ambiente intermicronazionale?

Non saprei di preciso, però piano piano vedevo che chiudersi non serve a nulla per fare delle belle cose bisogna essere tanti ed appassionati. Ecco in Vitla eravamo tanti, ma non eravamo appassionati quindi ho cercato altrove qualcuno che avesse voglia di creare qualcosa di serio. Poi eravamo ancora giovani e se le potenzialità c'erano non eravamo consapevoli che potevamo creare un qualcosa di così bello, grade e dicono pure importante come il mio nuovo progetto. Poi mettici che io mi sento più Cittadino del Mondo, mi piace la diversità ed il confronto nella diversità, fai uno più uno e nasce Libera Informazione Micronazionale. Ci ho messo un pò di tempo, ma questo è frutto di maturazione.

Come giudichi il tuo operato?

Rigiro la domanda a tutti voi che leggete, come giudicate quello che ho fatto?

Come giudichi il mondo micronazionale in generale e quello italofono in specifico?

Quello internazionale lo giudico poco. Però faccio due conti, su Facebook ci sono tre gruppi che trattano il solito argomento. Uno è fatto all'80% di bambini che giocano al micronazionalismo, uno fatto da un accozzaglia di personaggi che fanno micronazionalismo o per lo meno credono in quello che fanno, l'altro credono in quello che fanno ma voglio il primato e ti cancellano messaggi, quando proponi qualcosa. Questa è la mia visione data un dato oggettivo che è Facebook. Quello italofono è in fase di sviluppo continuo e come ho già detto molte volte ci dobbiamo sempre affinare, non so come, ma dobbiamo farlo. La strada è quella giusta dobbiamo farci conoscere.

Che riferimenti a personaggi micronazionali hai? Qual'è la storia micronazionale che ti appassiona maggiormente?

Ti deluderà ma non seguo nessun personaggio, non ho nessun mentore e non ho nessun riferimento in questo ambito. Ovviamente la storia che più mi appassiona è la storia di Vitla che forse molti non conoscono, ma è stata una storia avvincente e travagliata.

Pro o contro le organizzazioni?


Ovviamente contro le organizzazioni di Stati. Non servono a niente. Meglio fare un organizzazione di uomini.

Progetti micronazionalisti futuri?

Sicuramente a breve termine vorrei scrivere il Manifesto della Libera Informazione insieme a chi vuole e poi in un futuro organizzare qualcosa tra di noi.

Cosa pensi diverrà il nostro Micromondo?

Un mondo nebuloso che potrebbe sparire con un solo schiocco di dita.

Ebbene, questo è sinteticamente, il Piter Zucca micronazionale, ma per andare oltre all'uomo politico (e per farci un po' i fatti suoi) abbiamo deciso di fargli un piccolo quiz personale.

Che lavoro fai?

Lavoro in una grande azienda di Bricolage.

Che studi hai conseguito?
Mi sono fermato il secondo anno della Facoltà di Farmacia.

Quali sono i tuoi hobby ?

Leggere, scrivere, informarmi, la PS3 ed oziare molto. L'estate vado a pescare.

Partecipi a partiti politici?


Neanche per idea. Però mi interesso molto della politica.

Sei religioso?

Certo che lo sono, ma non credo nella religione che ci viene imposta dalla così detta CHIESA.

Riferimenti umani?

Roberto Saviano, Peppino Impastato, Falcone e Borsellino, Indro Montanelli.

Libro preferito?

Oceano Mare di Alessandro Baricco

Sport?

Ne ho fatti principalmente due: Basket e Tennis Tavolo.

Musica e artisti preferiti?

Caparezza e Bobo Rondelli

Progetti per il futuro?

Vivo la vita e valuto ogni occasione che mi si presenta davanti.

Speriamo di avere dato un'idea dell'uomo Piter Zucca, visto che molte volte la persona viene trascurata per lucere il personaggio (forse un po' troppo nella società duemiladodicina).
Sicuramente avete scoperto molto del maggiore attivista italofono, un uomo che ha dato vita ad una rete di contatti amichevoli, il che ci ha ispirato nell'idea dell'intervista.
Grazie Piter

Giorgio Viganò