Ebbene sono già passati due anni da quando la Repubblica di Atlantis si è formata. Due anni possono sembrare pochi , ma è un po come calcolare l’età di un cane, il tempo per una micronazione non è equivalente al tempo di una nazione. La maggior parte delle micronazioni vengono abbandonate a “morire” dopo meno di un paio di mesi e chi riesce a “sopravvivere” deve tenersi attiva, non abbassare la guardia, aggiornarsi e tener conto della “concorrenza”. Insomma non è facile ed il tempo che ci si deve impegare è molto. Tutto sommato la Repubblica di Atlantis è ancora in piedi dopo due anni, due anni in cui ha avuto alti e bassi, modificazioni interne, che continueranno ad esserci, nuovi cittadini… Durante il primo anno c’è stato il mutamento fisico e materiale maggiore, in cui si è passati dal virtuale al cartaceo, si sono compate delle bandiere, si è fatto i conti con la fisicità della realtà, nuova forma di governo, nuove istituzioni, nuovi politici. Il secondo anno invece è stato un’anno di grande sviluppo per le basi culturali e giuridiche della repubblica.
Due anni di esistenza non vuol dire che da due anni esistono un paio di siti, di gruppi, di pagine immutabili su di noi, ma vogliono dire assiduità, impegno e molta passione per un progetto che non è mai passato in disparte. Un progetto che ha impegnato molte persone, che ha cambiato realmente la vita di molti cittadini della Repubblica.
Abbiamo visto un po’ il passato, ora guardiamo al futuro. Cosa ci aspetterà? Sicuramente cambiamenti, molti e possenti ma necessari. Sviluppo culturale, istituzionale e politico, passi in avanti in ogni campo, più o meno tangibili. La Repubblica ha avuto uno sviluppo veloce e constistente e tutto lascia presagire che ci saranno cambiamenti importanti durante questo terzo anno che porteranno ad un miglioramento della Repubblica sotto ogni aspetto.
Non si possono avere certezze sul futuro, tranne una. Che festeggieremo anche il nostro terzo anniversario.
Alexander Virgili
MicroTime
Blog of the monthly magazine, online, microtime that will bring back every single article of each edition. A newspaper that will explore issues related Micronationalism International. A newspaper editorial unfettered where anyone can submit an article to the managers and wait to read it.
mercoledì 15 febbraio 2012
La Coppa del Mondo VIVA
Nel 2009, dal 22 al 27 giugno 2009, s'è tenuto il Mondiale Calcistico dell'NF-Board, della cui edizione 2010 avevamo parlato nel numero precedente.
La terza puntata di questo avvenimento s'è tenuta nell'amata terra dei lauradur, la Padania, tra Novara, Varese, Brescia e Verona.
Le squadre partecipanti sono state divise in due gironi da tre squadre.
Nel primo gironcino, composto, oltre che dalla Nazione ospitante, da Kurdistan e Occitania, è stato vinto dai Verdani, a punteggio pieno, seguiti, a meno tre, dai Curdi.
L'Occitania, dopo un sonoro 4-0 subito dalla Rappresentativa mesopotamica ed un'ulteriore sconfitta per mano dei Padani, ha chiuso a zero punti la graduatoria del Girone A.
Nel secondo scompartimento ha, invece, dominato la Provenza, seguita a ruota dalla Lapponia, sotto di tre punti agli Angioini.
Senza alcuna gioia l'esperienza degli isolani di Gozo, che sono usciti dal tabellone in seguito a due acre batoste contro i Sami (7-2) ed i capogirone (3-1).
Nella finale consolatoria di 5°-6° posto si sono date battaglia le Selezioni eliminate. Il Pays d'Oc ha strappato un 2-1 ai gozzitani nel match disputato al Rigamonti di Brèsa.
Le semifinali hanno visto fronteggiarsi i mediorientali ed i provenzali, con gli ultimi ch' hanno dovuto cedere di ben 6 reti.
Sempre netto il risultato tra la Verdania e la Lapland, nella cui rete Eilersten, l'estremo difensore nordico, ha osservato spegnersi quattro palloni. Per i Polentoni gol di Pedersoli, Battaglino e Ligarotti, uniti all'autorete di Haetta.
Le due prefinali, disputatesi nello stadio varesotto dell'Ossola, hanno dato alla luce due possibili vincitori, da un lato i beniamini di casa, dall'altro il popolo venuto dalla Mesopotamia.
Inoltre, nella finalina 3°-4° hanno battagliato Franchi ed i joikisti, che sono risultati in uno spettacoloso 4-4, modificato, nei tempi supplementari dal gol degli Artici, che nelle loro fila facevano invidiare giocatori di calibro europeo quali Nystrom, attaccante dello Stromsogodset, Hogly, terzino del Tromso e Sandvarn, capitano del gruppo, difensore del Mariehamn.
In questa disputa ardua s'è reso protagonista e capocannoniere Thomassen, attaccante connazionale dei sopra riportati più famosi calciatori.
Nella finalissima, giocata nel campo scaligero del Bentegodi, la Bossitania ha stoppato la corsa degli avversari con un netto 2-0, marcato da D'Alessandro, bomber della Rivarolese e da Casse, collega burbanello.
E' il secondo trionfo in questa importante manifestazione dei Trotiani e, come visto nell'uscita antecedente, non sarà lo spegnimento d'un'importante scala che porterà gli indipendentisti al comando del calcio autonomo.
Giorgio Viganò
La terza puntata di questo avvenimento s'è tenuta nell'amata terra dei lauradur, la Padania, tra Novara, Varese, Brescia e Verona.
Le squadre partecipanti sono state divise in due gironi da tre squadre.
Nel primo gironcino, composto, oltre che dalla Nazione ospitante, da Kurdistan e Occitania, è stato vinto dai Verdani, a punteggio pieno, seguiti, a meno tre, dai Curdi.
L'Occitania, dopo un sonoro 4-0 subito dalla Rappresentativa mesopotamica ed un'ulteriore sconfitta per mano dei Padani, ha chiuso a zero punti la graduatoria del Girone A.
Nel secondo scompartimento ha, invece, dominato la Provenza, seguita a ruota dalla Lapponia, sotto di tre punti agli Angioini.
Senza alcuna gioia l'esperienza degli isolani di Gozo, che sono usciti dal tabellone in seguito a due acre batoste contro i Sami (7-2) ed i capogirone (3-1).
Nella finale consolatoria di 5°-6° posto si sono date battaglia le Selezioni eliminate. Il Pays d'Oc ha strappato un 2-1 ai gozzitani nel match disputato al Rigamonti di Brèsa.
Le semifinali hanno visto fronteggiarsi i mediorientali ed i provenzali, con gli ultimi ch' hanno dovuto cedere di ben 6 reti.
Sempre netto il risultato tra la Verdania e la Lapland, nella cui rete Eilersten, l'estremo difensore nordico, ha osservato spegnersi quattro palloni. Per i Polentoni gol di Pedersoli, Battaglino e Ligarotti, uniti all'autorete di Haetta.
Le due prefinali, disputatesi nello stadio varesotto dell'Ossola, hanno dato alla luce due possibili vincitori, da un lato i beniamini di casa, dall'altro il popolo venuto dalla Mesopotamia.
Inoltre, nella finalina 3°-4° hanno battagliato Franchi ed i joikisti, che sono risultati in uno spettacoloso 4-4, modificato, nei tempi supplementari dal gol degli Artici, che nelle loro fila facevano invidiare giocatori di calibro europeo quali Nystrom, attaccante dello Stromsogodset, Hogly, terzino del Tromso e Sandvarn, capitano del gruppo, difensore del Mariehamn.
In questa disputa ardua s'è reso protagonista e capocannoniere Thomassen, attaccante connazionale dei sopra riportati più famosi calciatori.
Nella finalissima, giocata nel campo scaligero del Bentegodi, la Bossitania ha stoppato la corsa degli avversari con un netto 2-0, marcato da D'Alessandro, bomber della Rivarolese e da Casse, collega burbanello.
E' il secondo trionfo in questa importante manifestazione dei Trotiani e, come visto nell'uscita antecedente, non sarà lo spegnimento d'un'importante scala che porterà gli indipendentisti al comando del calcio autonomo.
Giorgio Viganò
La nuova Res Publica.
La caduta di Res Publica SPQR, la Repubblica del Senato e del Popolo di Roma, ha segnato una tappa importante nella storia del micronazionalismo italofono e in tutti i suoi singoli interpreti fisici.
La fine di un progetto non ha impedito a quei ragazzi, "figli della Romanità", di continuare a programmare un contenitore politico adatto alle proprie idee e alle proprie aspettative. La vecchia Res Publica è ora un movimento politico che ha le proprie pretese, la propria struttura e la propria identità. Ha smesso di occuparsi di cittadinanze, di elezioni, di giustizia interna, ma continua a rendersi indipendente in nome della libertà e dei diritti politici delle comunità.
Dovunque và il mondo, tu seguilo. Diceva qualche saggio. Noi diciamo "costruisci da te la strada del mondo".
Da movimento popolare e giovanile, quale siamo, abbiamo accolto la proposta di dialogo di molti soggetti simili al nostro, in nome di una collaborazione politica nel segno dei valori di Roma. Così abbiamo conosciuta la Confederazione Socialista Romana e Terza Repubblica, avanposti di Romanità e Socialismo. Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà senza dubbio cercare di sottrarre la Romanità e l'immagine di Roma, Imperiale e Repubblicana,agli stereotipi che le vogliono appannaggio della destra e del neofascismo.
La strada non è facile. La Romanità e il movimento si pongono come disgregatrici delle ideologie moderne novecentesce e a sua volta sintesi e superamento di tutte queste. Costruire una mentalità nuova è necessario per provare a migliorare una società corrotta e materialista all'ennesima, e trasformare l'uomo, da "economicus" a "novus", rinnovato.
Giuliano Peretti
La fine di un progetto non ha impedito a quei ragazzi, "figli della Romanità", di continuare a programmare un contenitore politico adatto alle proprie idee e alle proprie aspettative. La vecchia Res Publica è ora un movimento politico che ha le proprie pretese, la propria struttura e la propria identità. Ha smesso di occuparsi di cittadinanze, di elezioni, di giustizia interna, ma continua a rendersi indipendente in nome della libertà e dei diritti politici delle comunità.
Dovunque và il mondo, tu seguilo. Diceva qualche saggio. Noi diciamo "costruisci da te la strada del mondo".
Da movimento popolare e giovanile, quale siamo, abbiamo accolto la proposta di dialogo di molti soggetti simili al nostro, in nome di una collaborazione politica nel segno dei valori di Roma. Così abbiamo conosciuta la Confederazione Socialista Romana e Terza Repubblica, avanposti di Romanità e Socialismo. Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà senza dubbio cercare di sottrarre la Romanità e l'immagine di Roma, Imperiale e Repubblicana,agli stereotipi che le vogliono appannaggio della destra e del neofascismo.
La strada non è facile. La Romanità e il movimento si pongono come disgregatrici delle ideologie moderne novecentesce e a sua volta sintesi e superamento di tutte queste. Costruire una mentalità nuova è necessario per provare a migliorare una società corrotta e materialista all'ennesima, e trasformare l'uomo, da "economicus" a "novus", rinnovato.
Giuliano Peretti
Unioni di fatto: solo questione di diritto
Basta demonizzare o mitizzare il registro delle coppie di fatto. E’ una questione di diritto. Le costituzioni micronazionali si basano sul concetto di stato laico. L’impegno di alcune micronazioni va esattamente in questo senso.Ad esempio la legge nel Regno Dolcebano definisce la famiglia anagrafica “come un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi”.
Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: “tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale”.
Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”.
Il Consiglio delle Rose dovrebbe in tal senso adoperare una carta dei diritti umani, volta al riconoscimento della parità tra individui senza tener conto del sesso di appartenenza.
Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche, non si tratta di iniziative promosse solo da uno schieramento, in molte mirconazioni con Governi di destra o conservatori hanno adottato provvedimenti in tal senso. Non c’è contrapposizione tra i due temi, ne possono essere paragonati. Il rischio se no è quello di nascondersi dietro un falso ideologismo. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia ma, anzi, concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo ignorarne i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire abnegarne altri.
Tania Bizzarro
Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: “tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale”.
Nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, si chiede agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali”.
Il Consiglio delle Rose dovrebbe in tal senso adoperare una carta dei diritti umani, volta al riconoscimento della parità tra individui senza tener conto del sesso di appartenenza.
Si parla di diritti, non c’entrano le appartenenze politiche, non si tratta di iniziative promosse solo da uno schieramento, in molte mirconazioni con Governi di destra o conservatori hanno adottato provvedimenti in tal senso. Non c’è contrapposizione tra i due temi, ne possono essere paragonati. Il rischio se no è quello di nascondersi dietro un falso ideologismo. Con questo provvedimento non si vuole sminuire il ruolo della famiglia ma, anzi, concepirla nel suo senso più ampio. La società nella quale viviamo è in continua evoluzione e non possiamo ignorarne i cambiamenti. Riconoscere un diritto non vuol dire abnegarne altri.
Tania Bizzarro
Intervista a Piter Zucca di Giorgio Viganò
Piter Zucca è stato l'ottimo padre fondatore del neo micronazionalismo italofono.
Ha unito informalmente, sebbene senza vincoli legali, le varie micronazioni in giro per la penisola, da Milano a Napoli, da Bologna a Palermo.
Ha fondato il MicroTime, pagine che state leggendo in questo momento e la dicitura "Tu sei Piter e su questa pietra si costruirà il micronazionalismo neoitalofono" (quello della Libera Informazione Micronazionale, per intenderci) sussiste perfettamente.
Ha formato una comunità italofono ampia, amichevole, informata, utopica e sussistente. Forse questo è il suo merito principale.
Da sempre ha riportato articoli circa le realtà micronazionaliste, portando l'Informazione in primo piano.
Ha eseguito interviste e scritto articoli su molti personaggi, ma oggi vogliamo sconvolgere la regola. Vogliamo intervistarlo.
Ciao Piter, iniziamo dalle radici... da dove vieni, quando sei nato e quando sei entrato nel micronazionalismo?
Prima di tutto grazie per l'intervista che mi stai facendo e ti ringrazio per le belle parole sopra dette. Venendo a noi, precisamente vengo dalla Città di Livorno che si trova in Toscana e sono nato a Luglio del 1986. Diciamo che sono "entrato" nel micronazionalismo ormai da cinque o sei anni sinceramente non me lo ricordo e tutta la mia esperienza micronazionalistica diciamo che l'ho sviluppata in Vitla.
Che ruoli svolgesti in Vitla? Che cittadino eri?
Diciamo che inizialmente in Vitla non ero molto attivo anche perché non capivo dove volesse andare a parare. Mi spiego meglio all'inizio non si capiva bene se era un banale GDR o un progetto serio, quindi decisi di giocarmi in prima persona e portare il mio contributo per non far cadere Vitla nella morsa del giocoruolismo avendo visto e conosciuto anche altre realtà micronazionalistiche.
In Vitla ero un rompicoglioni mi battevo per molte cose insieme ad altri che ormai hanno mollato, come me, Vitla. Mi piaceva molto coinvolgere i Cittadini e non solo nelle mie iniziative "cultrali" e per assurdo rimanevo allibito come in Vitla pochi mi seguivano e da fuori molti mi seguivano infatti qui nasce la mia volontà di fare progetti intermicronazionali o che coinvolgano molte realtà differenti.
In Vitla non lasciavo nulla al caso e sopratutto odiavo coloro che si credevano superiori.
Comunque finisco di rispondere alla domanda e ti dico che in Vitla ho ricorretto vari ruoli e ad elencarli non finirei però sta volta faccio un eccezione. Ho ricoperto la carica di Vice-Presidente dell'Assemblea Costituente, sono stato Presidente e Vice-Presidente del Parlamento, sono stato Giudice, sono stato molte volte Deputato, ho ricoperto il ruolo di Ministro della Cultura e Ministro degli Affari Esteri, sono stato anche Ambasciatore e Agente Diplomatico. Ho fondato un Movimento che si chiamava Movimento dell'Ideale Vetlano e poi ho fondato il Partito Liberale Vetlano. Ho fondato due Circoli Culturali ed un giornale intermicronazionale chiamato Aurora.
Insomma mi son dato da fare e non mi annoiavo.
Da cosa derivò la tua voglia di staccarsi mano mano dalla singola Micronazione per creare un ambiente intermicronazionale?
Non saprei di preciso, però piano piano vedevo che chiudersi non serve a nulla per fare delle belle cose bisogna essere tanti ed appassionati. Ecco in Vitla eravamo tanti, ma non eravamo appassionati quindi ho cercato altrove qualcuno che avesse voglia di creare qualcosa di serio. Poi eravamo ancora giovani e se le potenzialità c'erano non eravamo consapevoli che potevamo creare un qualcosa di così bello, grade e dicono pure importante come il mio nuovo progetto. Poi mettici che io mi sento più Cittadino del Mondo, mi piace la diversità ed il confronto nella diversità, fai uno più uno e nasce Libera Informazione Micronazionale. Ci ho messo un pò di tempo, ma questo è frutto di maturazione.
Come giudichi il tuo operato?
Rigiro la domanda a tutti voi che leggete, come giudicate quello che ho fatto?
Come giudichi il mondo micronazionale in generale e quello italofono in specifico?
Quello internazionale lo giudico poco. Però faccio due conti, su Facebook ci sono tre gruppi che trattano il solito argomento. Uno è fatto all'80% di bambini che giocano al micronazionalismo, uno fatto da un accozzaglia di personaggi che fanno micronazionalismo o per lo meno credono in quello che fanno, l'altro credono in quello che fanno ma voglio il primato e ti cancellano messaggi, quando proponi qualcosa. Questa è la mia visione data un dato oggettivo che è Facebook. Quello italofono è in fase di sviluppo continuo e come ho già detto molte volte ci dobbiamo sempre affinare, non so come, ma dobbiamo farlo. La strada è quella giusta dobbiamo farci conoscere.
Che riferimenti a personaggi micronazionali hai? Qual'è la storia micronazionale che ti appassiona maggiormente?
Ti deluderà ma non seguo nessun personaggio, non ho nessun mentore e non ho nessun riferimento in questo ambito. Ovviamente la storia che più mi appassiona è la storia di Vitla che forse molti non conoscono, ma è stata una storia avvincente e travagliata.
Pro o contro le organizzazioni?
Ovviamente contro le organizzazioni di Stati. Non servono a niente. Meglio fare un organizzazione di uomini.
Progetti micronazionalisti futuri?
Sicuramente a breve termine vorrei scrivere il Manifesto della Libera Informazione insieme a chi vuole e poi in un futuro organizzare qualcosa tra di noi.
Cosa pensi diverrà il nostro Micromondo?
Un mondo nebuloso che potrebbe sparire con un solo schiocco di dita.
Ebbene, questo è sinteticamente, il Piter Zucca micronazionale, ma per andare oltre all'uomo politico (e per farci un po' i fatti suoi) abbiamo deciso di fargli un piccolo quiz personale.
Che lavoro fai?
Lavoro in una grande azienda di Bricolage.
Che studi hai conseguito?
Mi sono fermato il secondo anno della Facoltà di Farmacia.
Quali sono i tuoi hobby ?
Leggere, scrivere, informarmi, la PS3 ed oziare molto. L'estate vado a pescare.
Partecipi a partiti politici?
Neanche per idea. Però mi interesso molto della politica.
Sei religioso?
Certo che lo sono, ma non credo nella religione che ci viene imposta dalla così detta CHIESA.
Riferimenti umani?
Roberto Saviano, Peppino Impastato, Falcone e Borsellino, Indro Montanelli.
Libro preferito?
Oceano Mare di Alessandro Baricco
Sport?
Ne ho fatti principalmente due: Basket e Tennis Tavolo.
Musica e artisti preferiti?
Caparezza e Bobo Rondelli
Progetti per il futuro?
Vivo la vita e valuto ogni occasione che mi si presenta davanti.
Speriamo di avere dato un'idea dell'uomo Piter Zucca, visto che molte volte la persona viene trascurata per lucere il personaggio (forse un po' troppo nella società duemiladodicina).
Sicuramente avete scoperto molto del maggiore attivista italofono, un uomo che ha dato vita ad una rete di contatti amichevoli, il che ci ha ispirato nell'idea dell'intervista.
Grazie Piter
Giorgio Viganò
Ha unito informalmente, sebbene senza vincoli legali, le varie micronazioni in giro per la penisola, da Milano a Napoli, da Bologna a Palermo.
Ha fondato il MicroTime, pagine che state leggendo in questo momento e la dicitura "Tu sei Piter e su questa pietra si costruirà il micronazionalismo neoitalofono" (quello della Libera Informazione Micronazionale, per intenderci) sussiste perfettamente.
Ha formato una comunità italofono ampia, amichevole, informata, utopica e sussistente. Forse questo è il suo merito principale.
Da sempre ha riportato articoli circa le realtà micronazionaliste, portando l'Informazione in primo piano.
Ha eseguito interviste e scritto articoli su molti personaggi, ma oggi vogliamo sconvolgere la regola. Vogliamo intervistarlo.
Ciao Piter, iniziamo dalle radici... da dove vieni, quando sei nato e quando sei entrato nel micronazionalismo?
Prima di tutto grazie per l'intervista che mi stai facendo e ti ringrazio per le belle parole sopra dette. Venendo a noi, precisamente vengo dalla Città di Livorno che si trova in Toscana e sono nato a Luglio del 1986. Diciamo che sono "entrato" nel micronazionalismo ormai da cinque o sei anni sinceramente non me lo ricordo e tutta la mia esperienza micronazionalistica diciamo che l'ho sviluppata in Vitla.
Che ruoli svolgesti in Vitla? Che cittadino eri?
Diciamo che inizialmente in Vitla non ero molto attivo anche perché non capivo dove volesse andare a parare. Mi spiego meglio all'inizio non si capiva bene se era un banale GDR o un progetto serio, quindi decisi di giocarmi in prima persona e portare il mio contributo per non far cadere Vitla nella morsa del giocoruolismo avendo visto e conosciuto anche altre realtà micronazionalistiche.
In Vitla ero un rompicoglioni mi battevo per molte cose insieme ad altri che ormai hanno mollato, come me, Vitla. Mi piaceva molto coinvolgere i Cittadini e non solo nelle mie iniziative "cultrali" e per assurdo rimanevo allibito come in Vitla pochi mi seguivano e da fuori molti mi seguivano infatti qui nasce la mia volontà di fare progetti intermicronazionali o che coinvolgano molte realtà differenti.
In Vitla non lasciavo nulla al caso e sopratutto odiavo coloro che si credevano superiori.
Comunque finisco di rispondere alla domanda e ti dico che in Vitla ho ricorretto vari ruoli e ad elencarli non finirei però sta volta faccio un eccezione. Ho ricoperto la carica di Vice-Presidente dell'Assemblea Costituente, sono stato Presidente e Vice-Presidente del Parlamento, sono stato Giudice, sono stato molte volte Deputato, ho ricoperto il ruolo di Ministro della Cultura e Ministro degli Affari Esteri, sono stato anche Ambasciatore e Agente Diplomatico. Ho fondato un Movimento che si chiamava Movimento dell'Ideale Vetlano e poi ho fondato il Partito Liberale Vetlano. Ho fondato due Circoli Culturali ed un giornale intermicronazionale chiamato Aurora.
Insomma mi son dato da fare e non mi annoiavo.
Da cosa derivò la tua voglia di staccarsi mano mano dalla singola Micronazione per creare un ambiente intermicronazionale?
Non saprei di preciso, però piano piano vedevo che chiudersi non serve a nulla per fare delle belle cose bisogna essere tanti ed appassionati. Ecco in Vitla eravamo tanti, ma non eravamo appassionati quindi ho cercato altrove qualcuno che avesse voglia di creare qualcosa di serio. Poi eravamo ancora giovani e se le potenzialità c'erano non eravamo consapevoli che potevamo creare un qualcosa di così bello, grade e dicono pure importante come il mio nuovo progetto. Poi mettici che io mi sento più Cittadino del Mondo, mi piace la diversità ed il confronto nella diversità, fai uno più uno e nasce Libera Informazione Micronazionale. Ci ho messo un pò di tempo, ma questo è frutto di maturazione.
Come giudichi il tuo operato?
Rigiro la domanda a tutti voi che leggete, come giudicate quello che ho fatto?
Come giudichi il mondo micronazionale in generale e quello italofono in specifico?
Quello internazionale lo giudico poco. Però faccio due conti, su Facebook ci sono tre gruppi che trattano il solito argomento. Uno è fatto all'80% di bambini che giocano al micronazionalismo, uno fatto da un accozzaglia di personaggi che fanno micronazionalismo o per lo meno credono in quello che fanno, l'altro credono in quello che fanno ma voglio il primato e ti cancellano messaggi, quando proponi qualcosa. Questa è la mia visione data un dato oggettivo che è Facebook. Quello italofono è in fase di sviluppo continuo e come ho già detto molte volte ci dobbiamo sempre affinare, non so come, ma dobbiamo farlo. La strada è quella giusta dobbiamo farci conoscere.
Che riferimenti a personaggi micronazionali hai? Qual'è la storia micronazionale che ti appassiona maggiormente?
Ti deluderà ma non seguo nessun personaggio, non ho nessun mentore e non ho nessun riferimento in questo ambito. Ovviamente la storia che più mi appassiona è la storia di Vitla che forse molti non conoscono, ma è stata una storia avvincente e travagliata.
Pro o contro le organizzazioni?
Ovviamente contro le organizzazioni di Stati. Non servono a niente. Meglio fare un organizzazione di uomini.
Progetti micronazionalisti futuri?
Sicuramente a breve termine vorrei scrivere il Manifesto della Libera Informazione insieme a chi vuole e poi in un futuro organizzare qualcosa tra di noi.
Cosa pensi diverrà il nostro Micromondo?
Un mondo nebuloso che potrebbe sparire con un solo schiocco di dita.
Ebbene, questo è sinteticamente, il Piter Zucca micronazionale, ma per andare oltre all'uomo politico (e per farci un po' i fatti suoi) abbiamo deciso di fargli un piccolo quiz personale.
Che lavoro fai?
Lavoro in una grande azienda di Bricolage.
Che studi hai conseguito?
Mi sono fermato il secondo anno della Facoltà di Farmacia.
Quali sono i tuoi hobby ?
Leggere, scrivere, informarmi, la PS3 ed oziare molto. L'estate vado a pescare.
Partecipi a partiti politici?
Neanche per idea. Però mi interesso molto della politica.
Sei religioso?
Certo che lo sono, ma non credo nella religione che ci viene imposta dalla così detta CHIESA.
Riferimenti umani?
Roberto Saviano, Peppino Impastato, Falcone e Borsellino, Indro Montanelli.
Libro preferito?
Oceano Mare di Alessandro Baricco
Sport?
Ne ho fatti principalmente due: Basket e Tennis Tavolo.
Musica e artisti preferiti?
Caparezza e Bobo Rondelli
Progetti per il futuro?
Vivo la vita e valuto ogni occasione che mi si presenta davanti.
Speriamo di avere dato un'idea dell'uomo Piter Zucca, visto che molte volte la persona viene trascurata per lucere il personaggio (forse un po' troppo nella società duemiladodicina).
Sicuramente avete scoperto molto del maggiore attivista italofono, un uomo che ha dato vita ad una rete di contatti amichevoli, il che ci ha ispirato nell'idea dell'intervista.
Grazie Piter
Giorgio Viganò
domenica 15 gennaio 2012
Intervista di Stefano alias segretario_90 a Piter Zucca
Ci dica il suo parere sulle motivazioni che hanno condotto Vitla allo stato comatoso in cui versa attualmente.
Di motivazioni ce ne sarebbero da elencarne un’infinità, quella che va più in voga al momento è, e che non è certo reale per quanto mi riguarda, il fatto che Res Publica SPQR Repubblica Romana ha fatto di tutto per farci lacerare al nostro interno, ma non è credibile dato che ora Res Publica SPQR Repubblica Romana non eiste più Vitla dovrebbe rinascere e ritornare ai vecchi fasti, dato che ora non c’è più l’acerrimo nemico Romano. Il vero motivo è che ci siamo lacerati da soli molti hanno preferito giocare al litigio e altri si sono stancati di guardare giocare gli altri. Molti volevano fare delle cose concrete, ma altri avevano un solo pallino il litigio interno ed esterno e piano piano ci siamo lacerati senza che ce ne rendissimo conto, ora che la cosa è palese se ne parla e continuiamo ancora a non guardare dentro di noi, ma la colpa è sempre di qualcun altro. Quindi alla fine la motivazione reale è una sola: oltre che litigare non sapevamo cosa fare da grandi e quindi chi ci guidava preferiva il litigio interno ed esterno andati via i litigiosi è tutto finito.
Ritiene che ci siano eventuali possibilità di rinascita per Vitla?
Vitla come l’abbiamo conosciuta non ci sarà mai più, ci sarà solo un bellissimo ricordo di tutta l’epopea vetlana. Qualcuno vuole fondare una terza Vitla e sono convinto che sarà solo l’ombra di quello che abbiamo visto negli anni passati e cosa importante non so quanti gli vadano dietro ad un nuvo progetto vetlano anche perché non ci sono più le basi per dare vita ad un progetto che abbia il nome Vitla. L’unica cosa che potremmo fare è scrivere un Libro che potrebbe avere il seguente titolo: Vitla, un amore tormentato.
Ritiene che i Vetlani, i superstiti e quelli che hanno abbandonato la nave, abbiano mancato in qualche modo? Detto altrimenti, i Vetlani hanno una qualche responsabilità? E se sì, quali?
L’ho già detto in precedenza, noi vetlani siamo gli unici colpevoli e dare la colpa a qualcun’altro è da ottusi.
Immagina un suo eventuale ritorno al micronazionalismo?
Anche se non faccio parte più di Vitla e non ho Cittadinanze micro nazionali io sono sempre dentro questo pazzo mondo ora faccio quello che mi è sempre piaciuto e che ho fatto in Vitla, ossia lavorare nel campo dell’Informazione. Adesso sono il Fondatore di un gruppo di Informazione Micronazionale chiamato Libera Informazione Micronazionale, scrivo ed ho fondato insieme ad altri un giornale Micronazionale chiamato MicroTime, insomma sono sempre nel micro nazionalismo, ma in altra maniera e più libera.
Cosa ha da dire sulla contemporanea scomparsa di SPQR?
Mi dispiace davvero che Res Publica SPQR Repubblica Romana non sia più Micronazione, ma sono sicuro che se hanno sceltodi diventare una Comunità Politica Autonoma hanno fatto un percorso ed hanno maturato questa scelta molto importante. Vediamo solo se la loro scelta li porterà a fare qualcosa di diverso e sul territorio come hanno più volte detto di voler fare.
Lei è in disaccordo con il concittadino Ossola, quando attribuisce alle interferenze quirite la colpa della fine di Vitla. Può argomentare questo suo dissenso?
Non saprei cosa altro dire, dato che mi sono già espresso molte volte in merito sia dentro che fuori Vitla. Ribadisco nuovamente il concetto: Vitla ha troppe volte guardato fuori e non dentro se stessa. Quando si è accorta di essere morta, se n’era accorta troppo tardi e adesso è troppo tardi per riprendere in mano quello che Vitla è stata. Dare la colpa ai quiriti è troppo riduttivo perché alla fin fine Vitla era diventata un vero campo di battaglia sia fuori che dentro e i rapporti si erano lacerati troppo per poter pensare di mettere delle pietre sopra come più spesso si era detto di fare. Insomma le basi c’erano percè si era costruito molto, si è preferito fare altro invece di crescere come volevamo e come ci eravamo prefissati di fare. Un bel viaggio finchè è durato.
Lei che segue il fenomeno micronazionale, ci può fare una diagnosi su di esso? E' sano e vitale? Ha possibilità serie di sviluppo e di espansione?
Diciamo che ci sono nuove realtà che stanno portando una nuova ventata di idee nuove e concetti nuovi che prima era utopia solo parlarne. Siamo cresciuti sia in età, ma anche in maturazione di pensiero. Sono convinto che ormai Vitla, di quel che ne rimane, Res Publica SPQR Repubblica Romana e la Repubblica Cisalpina hanno solo lanciato queste nuove realtà che hanno davvero voglia e potenziale per fare qualcosa di importante. Basti pensare che si vogliono e che sono state organizzate Conferenze, cosa che prima era solo utopia anche parlarne. Adesso ogni realtà parla di quello all’esterno e prima capire cosa succedeva in certe realtà era cosa impossibile. Ci sono realtà che hanno territori, insomma c’è solo da aspettare ed essere fiduciosi.
Stefano di Vitla
Di motivazioni ce ne sarebbero da elencarne un’infinità, quella che va più in voga al momento è, e che non è certo reale per quanto mi riguarda, il fatto che Res Publica SPQR Repubblica Romana ha fatto di tutto per farci lacerare al nostro interno, ma non è credibile dato che ora Res Publica SPQR Repubblica Romana non eiste più Vitla dovrebbe rinascere e ritornare ai vecchi fasti, dato che ora non c’è più l’acerrimo nemico Romano. Il vero motivo è che ci siamo lacerati da soli molti hanno preferito giocare al litigio e altri si sono stancati di guardare giocare gli altri. Molti volevano fare delle cose concrete, ma altri avevano un solo pallino il litigio interno ed esterno e piano piano ci siamo lacerati senza che ce ne rendissimo conto, ora che la cosa è palese se ne parla e continuiamo ancora a non guardare dentro di noi, ma la colpa è sempre di qualcun altro. Quindi alla fine la motivazione reale è una sola: oltre che litigare non sapevamo cosa fare da grandi e quindi chi ci guidava preferiva il litigio interno ed esterno andati via i litigiosi è tutto finito.
Ritiene che ci siano eventuali possibilità di rinascita per Vitla?
Vitla come l’abbiamo conosciuta non ci sarà mai più, ci sarà solo un bellissimo ricordo di tutta l’epopea vetlana. Qualcuno vuole fondare una terza Vitla e sono convinto che sarà solo l’ombra di quello che abbiamo visto negli anni passati e cosa importante non so quanti gli vadano dietro ad un nuvo progetto vetlano anche perché non ci sono più le basi per dare vita ad un progetto che abbia il nome Vitla. L’unica cosa che potremmo fare è scrivere un Libro che potrebbe avere il seguente titolo: Vitla, un amore tormentato.
Ritiene che i Vetlani, i superstiti e quelli che hanno abbandonato la nave, abbiano mancato in qualche modo? Detto altrimenti, i Vetlani hanno una qualche responsabilità? E se sì, quali?
L’ho già detto in precedenza, noi vetlani siamo gli unici colpevoli e dare la colpa a qualcun’altro è da ottusi.
Immagina un suo eventuale ritorno al micronazionalismo?
Anche se non faccio parte più di Vitla e non ho Cittadinanze micro nazionali io sono sempre dentro questo pazzo mondo ora faccio quello che mi è sempre piaciuto e che ho fatto in Vitla, ossia lavorare nel campo dell’Informazione. Adesso sono il Fondatore di un gruppo di Informazione Micronazionale chiamato Libera Informazione Micronazionale, scrivo ed ho fondato insieme ad altri un giornale Micronazionale chiamato MicroTime, insomma sono sempre nel micro nazionalismo, ma in altra maniera e più libera.
Cosa ha da dire sulla contemporanea scomparsa di SPQR?
Mi dispiace davvero che Res Publica SPQR Repubblica Romana non sia più Micronazione, ma sono sicuro che se hanno sceltodi diventare una Comunità Politica Autonoma hanno fatto un percorso ed hanno maturato questa scelta molto importante. Vediamo solo se la loro scelta li porterà a fare qualcosa di diverso e sul territorio come hanno più volte detto di voler fare.
Lei è in disaccordo con il concittadino Ossola, quando attribuisce alle interferenze quirite la colpa della fine di Vitla. Può argomentare questo suo dissenso?
Non saprei cosa altro dire, dato che mi sono già espresso molte volte in merito sia dentro che fuori Vitla. Ribadisco nuovamente il concetto: Vitla ha troppe volte guardato fuori e non dentro se stessa. Quando si è accorta di essere morta, se n’era accorta troppo tardi e adesso è troppo tardi per riprendere in mano quello che Vitla è stata. Dare la colpa ai quiriti è troppo riduttivo perché alla fin fine Vitla era diventata un vero campo di battaglia sia fuori che dentro e i rapporti si erano lacerati troppo per poter pensare di mettere delle pietre sopra come più spesso si era detto di fare. Insomma le basi c’erano percè si era costruito molto, si è preferito fare altro invece di crescere come volevamo e come ci eravamo prefissati di fare. Un bel viaggio finchè è durato.
Lei che segue il fenomeno micronazionale, ci può fare una diagnosi su di esso? E' sano e vitale? Ha possibilità serie di sviluppo e di espansione?
Diciamo che ci sono nuove realtà che stanno portando una nuova ventata di idee nuove e concetti nuovi che prima era utopia solo parlarne. Siamo cresciuti sia in età, ma anche in maturazione di pensiero. Sono convinto che ormai Vitla, di quel che ne rimane, Res Publica SPQR Repubblica Romana e la Repubblica Cisalpina hanno solo lanciato queste nuove realtà che hanno davvero voglia e potenziale per fare qualcosa di importante. Basti pensare che si vogliono e che sono state organizzate Conferenze, cosa che prima era solo utopia anche parlarne. Adesso ogni realtà parla di quello all’esterno e prima capire cosa succedeva in certe realtà era cosa impossibile. Ci sono realtà che hanno territori, insomma c’è solo da aspettare ed essere fiduciosi.
Stefano di Vitla
Punti di vista Vetlani
Ormai è noto ai molti che Vitla ha fatto la storia, nel bene e nel male, nel panorama micronazionale italofono. Se si provasse a fare un sondaggio, sono sicurissimo che se si dovesse fare una domanda semplicissima come “qual è la prima Micronazione che ti viene in mente?”, sono sicurissimo e certo che su dieci domande otto risposte sono Vitla. Il nome che sempre risuona è Vitla perché nella storia di Vitla ce ne sono state prima una, poi due poi nuovamente una sola e si dice in giro, gli informatori segreti chissà se dicono il vero, che se ne voglia fondare un’altra che però porta sempre e solo un nome Vitla. Perché in fin dei conti nonostante le difficoltà il Vetlano è duro a morire e ci tiene alla sua Patria che ha gelosamente fondato e difeso. Ora non voglio narrare le gesta eroiche dei vetlani rimasti, ma saranno direttamente loro a raccontare qualcosa di Vitla. In questo piccolo articolo i vetlani rimasti hanno risposto ad alcune domande molto semplici che spiegano alcune cose sul perché Vitla avrebbe fallito e questo può essere utile a molti per capire che tipo di errori non si deve incappare per tener in vita una Micronazione. Non troverete nomi, ma solo i nickname di appartenenza perché voglio mantenere un minimo di privacy e soprattutto perché il nome in Vitla ormai è diventato quel nickname che usavamo per scorrazzare per forum. Buona lettura
La visione di segretario_90
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Mi chiamo Stefano in arte segretario_90, nella mia carriera vetlana sono stato segretario (da qui il nickname) del Partito socialista vetlano, quindi deputato e più volte ministro.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Beh, intanto occorre dire che io, alla nascita di RDV, stavo dall'altra parte della barricata. Mi sono unito ad essa nel novembre del 2009, al termine del processo di riunificazione. Devo dire che, pur essendo durata poco, non è stata una brutta esperienza, almeno fino a quando le liti non sono prevalse su tutto - il che, a dire il vero, è accaduto abbastanza presto, e di frequente.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
Senza alcun dubbio la riunificazione.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
Se devo dirne solo uno, certamente nel novembre di quest'anno, quando ho aperto il forum e ho scoperto che gli ultimi giapponesi avevano deciso di arrendersi. E' stato bruttissimo, vivere ancora una volta la stessa esperienza di Vitla 1.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Una persona che, più che all'ideologia, guarda alla libertà per sè e per gli altri, al lato bello dello stare insieme. Purtroppo, è anche molto, troppo litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Come ho ripetuto più volte in questa intervista, sicuramente l'eccessiva litigiosità. E anche il legalismo e il burocratismo: si è finiti per avere più cariche che cittadini, e poi il divertimento insito nell'esperienza micronazionale è andato svanendo.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Mah, il cuore vorrebbe dire "sì", ma il cervello non ci crede. Ma finchè vive lo spazio, e noi continuiamo comunque a dare segni di vita, chissà.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Temo purtroppo di sì, anche se finora non si è giunti a scrivere il famoso comunicato.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Confesso che non le seguo, quindi non saprei... posso solo augurarle di non commettere i nostri stessi errori.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Su Vitla ho già detto, e non vorrei ripetermi. Res Publica nessuno mi ha spiegato, pensavo fosse in ottima salute. Cisalpina fa finta di essere sana e va sempre avanti, noi almeno siamo sinceri.
Progetti per il futuro?
Micronazionalmente? Mah, per un po' (non so quando) me ne starò in disparte e solitario. Un domani, chissà, potrei rituffarmi in una nuova esperienza del genere, più disincantato magari, istruito dall'esperienza vetlana.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Voglio dire ad Unreal War che il suo "La benzina vetlana è finita! Però... il viaggio è stato bello, grazie a tutti" è stata una coltellata al cuore. Veramente, mi ha commosso, un commiato più bello non lo poteva scrivere. Poi per concludere: Vitla è finita a remengo, ma tutto sommato è stato bello esserci. E, sia pure di poco, abbiamo schiattato sempre dopo gli odiosi Quiriti. Magra soddisfazione, ma bisogna accontentarsi.
La visione di Repubblica dell’Ossola
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Sono Repubblica dell'Ossola. Ho ricoperto quasi tutti i ruoli istituzionali nella Repubblica Democratica di Vitla: Presidente dell'Assemblea Costituente, Presidente della Repubblica, Vice presidente della repubblica, Primo Ministro, Ministro degli Esteri, Giudice della Corte Suprema, Responsabile della Cittadinanza.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Avevo presentato la mia richiesta di cittadinanza nella Repubblica di Vitla circa una settimana prima della scissione. Dovendo scegliere, ho optato per la Repubblica Democratica di Vitla per diversi motivi, tra cui fare un'esperienza micronazionale dall'inizio, partecipando alla fondazione di una micronazione in prima persona e per poter tentare di fare il possibile per riunificare le due Vitla. Non è stato facile all'inizio, vista la diffidenza verso chi era diciamo di sinistra, ma con il tempo la diffidenza è completamente svanita, tanto è vero che, come ho già detto sopra, ho ricoperto le cariche più importanti.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
La riunificazione, che è stato sempre, anche nei momenti di scontro più aspro, il mio fine più importante.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
La decadenza di Vitla è dovuta alle liti interne, non tanto politiche quanto personali.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Un appassionato, desideroso di fare ma spesso litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Cadere nelle liti personali.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Non lo so. Mi sento proprio come gli ultimi giapponesi ma non ho voglia di arrendermi con il cuore, anche se la ragione dice di sì.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Finché anche un solo vetlano dice no, Vitla vive.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Non saprei, non ho più seguito molto le vicende delle nuove realtà. Mi sembra che sia scemato parecchio l'interesse micronazionale e che le varie iniziative siano a livello personale o comunque molto ristretto.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Res Publica come micronazione è caduta, Vitla è in agonia ma non è ancora morta, la Cisalpina vegeta. Trovare le cause sembra facile e difficile allo stesso tempo. Per Vitla il casus belli è stato lo scontro FGB/Negramaro, che ha probabilmente portato alla luce problemi di rapporti personali critici fra molti cittadini e il coinvolgimento nello scontro di esponenti di Res. Per Res Publica, a parte scontri personali, forse la struttura complessa che comportava un impegno troppo gravoso. La Cisalpina sopravvive per l'impegno di due o tre, ma si è sempre notata una scarsa partecipazione, insomma neppure qualche sana litigata.
Progetti per il futuro?
Sono tentato di fondare una NUova Vitla, se non si riuscirà a salvare questa. Purtroppo ho pochissimo tempo in questo periodo, per problemi di lavoro e familiari.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Dalla mia esperienza ho capito che una micronazione deve farsi soprattutto i fatti suoi. Tutti sono bene accetti, ma cercare a tutti i costi rapporti diplomatico-politici non serve a niente, anzi spesso è un fattore che scatena il collasso e noi ne abbiamo avuto ampie prove.
Piter Zucca
La visione di segretario_90
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Mi chiamo Stefano in arte segretario_90, nella mia carriera vetlana sono stato segretario (da qui il nickname) del Partito socialista vetlano, quindi deputato e più volte ministro.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Beh, intanto occorre dire che io, alla nascita di RDV, stavo dall'altra parte della barricata. Mi sono unito ad essa nel novembre del 2009, al termine del processo di riunificazione. Devo dire che, pur essendo durata poco, non è stata una brutta esperienza, almeno fino a quando le liti non sono prevalse su tutto - il che, a dire il vero, è accaduto abbastanza presto, e di frequente.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
Senza alcun dubbio la riunificazione.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
Se devo dirne solo uno, certamente nel novembre di quest'anno, quando ho aperto il forum e ho scoperto che gli ultimi giapponesi avevano deciso di arrendersi. E' stato bruttissimo, vivere ancora una volta la stessa esperienza di Vitla 1.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Una persona che, più che all'ideologia, guarda alla libertà per sè e per gli altri, al lato bello dello stare insieme. Purtroppo, è anche molto, troppo litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Come ho ripetuto più volte in questa intervista, sicuramente l'eccessiva litigiosità. E anche il legalismo e il burocratismo: si è finiti per avere più cariche che cittadini, e poi il divertimento insito nell'esperienza micronazionale è andato svanendo.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Mah, il cuore vorrebbe dire "sì", ma il cervello non ci crede. Ma finchè vive lo spazio, e noi continuiamo comunque a dare segni di vita, chissà.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Temo purtroppo di sì, anche se finora non si è giunti a scrivere il famoso comunicato.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Confesso che non le seguo, quindi non saprei... posso solo augurarle di non commettere i nostri stessi errori.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Su Vitla ho già detto, e non vorrei ripetermi. Res Publica nessuno mi ha spiegato, pensavo fosse in ottima salute. Cisalpina fa finta di essere sana e va sempre avanti, noi almeno siamo sinceri.
Progetti per il futuro?
Micronazionalmente? Mah, per un po' (non so quando) me ne starò in disparte e solitario. Un domani, chissà, potrei rituffarmi in una nuova esperienza del genere, più disincantato magari, istruito dall'esperienza vetlana.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Voglio dire ad Unreal War che il suo "La benzina vetlana è finita! Però... il viaggio è stato bello, grazie a tutti" è stata una coltellata al cuore. Veramente, mi ha commosso, un commiato più bello non lo poteva scrivere. Poi per concludere: Vitla è finita a remengo, ma tutto sommato è stato bello esserci. E, sia pure di poco, abbiamo schiattato sempre dopo gli odiosi Quiriti. Magra soddisfazione, ma bisogna accontentarsi.
La visione di Repubblica dell’Ossola
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Sono Repubblica dell'Ossola. Ho ricoperto quasi tutti i ruoli istituzionali nella Repubblica Democratica di Vitla: Presidente dell'Assemblea Costituente, Presidente della Repubblica, Vice presidente della repubblica, Primo Ministro, Ministro degli Esteri, Giudice della Corte Suprema, Responsabile della Cittadinanza.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Avevo presentato la mia richiesta di cittadinanza nella Repubblica di Vitla circa una settimana prima della scissione. Dovendo scegliere, ho optato per la Repubblica Democratica di Vitla per diversi motivi, tra cui fare un'esperienza micronazionale dall'inizio, partecipando alla fondazione di una micronazione in prima persona e per poter tentare di fare il possibile per riunificare le due Vitla. Non è stato facile all'inizio, vista la diffidenza verso chi era diciamo di sinistra, ma con il tempo la diffidenza è completamente svanita, tanto è vero che, come ho già detto sopra, ho ricoperto le cariche più importanti.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
La riunificazione, che è stato sempre, anche nei momenti di scontro più aspro, il mio fine più importante.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
La decadenza di Vitla è dovuta alle liti interne, non tanto politiche quanto personali.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Un appassionato, desideroso di fare ma spesso litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Cadere nelle liti personali.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Non lo so. Mi sento proprio come gli ultimi giapponesi ma non ho voglia di arrendermi con il cuore, anche se la ragione dice di sì.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Finché anche un solo vetlano dice no, Vitla vive.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Non saprei, non ho più seguito molto le vicende delle nuove realtà. Mi sembra che sia scemato parecchio l'interesse micronazionale e che le varie iniziative siano a livello personale o comunque molto ristretto.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Res Publica come micronazione è caduta, Vitla è in agonia ma non è ancora morta, la Cisalpina vegeta. Trovare le cause sembra facile e difficile allo stesso tempo. Per Vitla il casus belli è stato lo scontro FGB/Negramaro, che ha probabilmente portato alla luce problemi di rapporti personali critici fra molti cittadini e il coinvolgimento nello scontro di esponenti di Res. Per Res Publica, a parte scontri personali, forse la struttura complessa che comportava un impegno troppo gravoso. La Cisalpina sopravvive per l'impegno di due o tre, ma si è sempre notata una scarsa partecipazione, insomma neppure qualche sana litigata.
Progetti per il futuro?
Sono tentato di fondare una NUova Vitla, se non si riuscirà a salvare questa. Purtroppo ho pochissimo tempo in questo periodo, per problemi di lavoro e familiari.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Dalla mia esperienza ho capito che una micronazione deve farsi soprattutto i fatti suoi. Tutti sono bene accetti, ma cercare a tutti i costi rapporti diplomatico-politici non serve a niente, anzi spesso è un fattore che scatena il collasso e noi ne abbiamo avuto ampie prove.
Piter Zucca
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