Ci dica il suo parere sulle motivazioni che hanno condotto Vitla allo stato comatoso in cui versa attualmente.
Di motivazioni ce ne sarebbero da elencarne un’infinità, quella che va più in voga al momento è, e che non è certo reale per quanto mi riguarda, il fatto che Res Publica SPQR Repubblica Romana ha fatto di tutto per farci lacerare al nostro interno, ma non è credibile dato che ora Res Publica SPQR Repubblica Romana non eiste più Vitla dovrebbe rinascere e ritornare ai vecchi fasti, dato che ora non c’è più l’acerrimo nemico Romano. Il vero motivo è che ci siamo lacerati da soli molti hanno preferito giocare al litigio e altri si sono stancati di guardare giocare gli altri. Molti volevano fare delle cose concrete, ma altri avevano un solo pallino il litigio interno ed esterno e piano piano ci siamo lacerati senza che ce ne rendissimo conto, ora che la cosa è palese se ne parla e continuiamo ancora a non guardare dentro di noi, ma la colpa è sempre di qualcun altro. Quindi alla fine la motivazione reale è una sola: oltre che litigare non sapevamo cosa fare da grandi e quindi chi ci guidava preferiva il litigio interno ed esterno andati via i litigiosi è tutto finito.
Ritiene che ci siano eventuali possibilità di rinascita per Vitla?
Vitla come l’abbiamo conosciuta non ci sarà mai più, ci sarà solo un bellissimo ricordo di tutta l’epopea vetlana. Qualcuno vuole fondare una terza Vitla e sono convinto che sarà solo l’ombra di quello che abbiamo visto negli anni passati e cosa importante non so quanti gli vadano dietro ad un nuvo progetto vetlano anche perché non ci sono più le basi per dare vita ad un progetto che abbia il nome Vitla. L’unica cosa che potremmo fare è scrivere un Libro che potrebbe avere il seguente titolo: Vitla, un amore tormentato.
Ritiene che i Vetlani, i superstiti e quelli che hanno abbandonato la nave, abbiano mancato in qualche modo? Detto altrimenti, i Vetlani hanno una qualche responsabilità? E se sì, quali?
L’ho già detto in precedenza, noi vetlani siamo gli unici colpevoli e dare la colpa a qualcun’altro è da ottusi.
Immagina un suo eventuale ritorno al micronazionalismo?
Anche se non faccio parte più di Vitla e non ho Cittadinanze micro nazionali io sono sempre dentro questo pazzo mondo ora faccio quello che mi è sempre piaciuto e che ho fatto in Vitla, ossia lavorare nel campo dell’Informazione. Adesso sono il Fondatore di un gruppo di Informazione Micronazionale chiamato Libera Informazione Micronazionale, scrivo ed ho fondato insieme ad altri un giornale Micronazionale chiamato MicroTime, insomma sono sempre nel micro nazionalismo, ma in altra maniera e più libera.
Cosa ha da dire sulla contemporanea scomparsa di SPQR?
Mi dispiace davvero che Res Publica SPQR Repubblica Romana non sia più Micronazione, ma sono sicuro che se hanno sceltodi diventare una Comunità Politica Autonoma hanno fatto un percorso ed hanno maturato questa scelta molto importante. Vediamo solo se la loro scelta li porterà a fare qualcosa di diverso e sul territorio come hanno più volte detto di voler fare.
Lei è in disaccordo con il concittadino Ossola, quando attribuisce alle interferenze quirite la colpa della fine di Vitla. Può argomentare questo suo dissenso?
Non saprei cosa altro dire, dato che mi sono già espresso molte volte in merito sia dentro che fuori Vitla. Ribadisco nuovamente il concetto: Vitla ha troppe volte guardato fuori e non dentro se stessa. Quando si è accorta di essere morta, se n’era accorta troppo tardi e adesso è troppo tardi per riprendere in mano quello che Vitla è stata. Dare la colpa ai quiriti è troppo riduttivo perché alla fin fine Vitla era diventata un vero campo di battaglia sia fuori che dentro e i rapporti si erano lacerati troppo per poter pensare di mettere delle pietre sopra come più spesso si era detto di fare. Insomma le basi c’erano percè si era costruito molto, si è preferito fare altro invece di crescere come volevamo e come ci eravamo prefissati di fare. Un bel viaggio finchè è durato.
Lei che segue il fenomeno micronazionale, ci può fare una diagnosi su di esso? E' sano e vitale? Ha possibilità serie di sviluppo e di espansione?
Diciamo che ci sono nuove realtà che stanno portando una nuova ventata di idee nuove e concetti nuovi che prima era utopia solo parlarne. Siamo cresciuti sia in età, ma anche in maturazione di pensiero. Sono convinto che ormai Vitla, di quel che ne rimane, Res Publica SPQR Repubblica Romana e la Repubblica Cisalpina hanno solo lanciato queste nuove realtà che hanno davvero voglia e potenziale per fare qualcosa di importante. Basti pensare che si vogliono e che sono state organizzate Conferenze, cosa che prima era solo utopia anche parlarne. Adesso ogni realtà parla di quello all’esterno e prima capire cosa succedeva in certe realtà era cosa impossibile. Ci sono realtà che hanno territori, insomma c’è solo da aspettare ed essere fiduciosi.
Stefano di Vitla
Blog of the monthly magazine, online, microtime that will bring back every single article of each edition. A newspaper that will explore issues related Micronationalism International. A newspaper editorial unfettered where anyone can submit an article to the managers and wait to read it.
domenica 15 gennaio 2012
Punti di vista Vetlani
Ormai è noto ai molti che Vitla ha fatto la storia, nel bene e nel male, nel panorama micronazionale italofono. Se si provasse a fare un sondaggio, sono sicurissimo che se si dovesse fare una domanda semplicissima come “qual è la prima Micronazione che ti viene in mente?”, sono sicurissimo e certo che su dieci domande otto risposte sono Vitla. Il nome che sempre risuona è Vitla perché nella storia di Vitla ce ne sono state prima una, poi due poi nuovamente una sola e si dice in giro, gli informatori segreti chissà se dicono il vero, che se ne voglia fondare un’altra che però porta sempre e solo un nome Vitla. Perché in fin dei conti nonostante le difficoltà il Vetlano è duro a morire e ci tiene alla sua Patria che ha gelosamente fondato e difeso. Ora non voglio narrare le gesta eroiche dei vetlani rimasti, ma saranno direttamente loro a raccontare qualcosa di Vitla. In questo piccolo articolo i vetlani rimasti hanno risposto ad alcune domande molto semplici che spiegano alcune cose sul perché Vitla avrebbe fallito e questo può essere utile a molti per capire che tipo di errori non si deve incappare per tener in vita una Micronazione. Non troverete nomi, ma solo i nickname di appartenenza perché voglio mantenere un minimo di privacy e soprattutto perché il nome in Vitla ormai è diventato quel nickname che usavamo per scorrazzare per forum. Buona lettura
La visione di segretario_90
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Mi chiamo Stefano in arte segretario_90, nella mia carriera vetlana sono stato segretario (da qui il nickname) del Partito socialista vetlano, quindi deputato e più volte ministro.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Beh, intanto occorre dire che io, alla nascita di RDV, stavo dall'altra parte della barricata. Mi sono unito ad essa nel novembre del 2009, al termine del processo di riunificazione. Devo dire che, pur essendo durata poco, non è stata una brutta esperienza, almeno fino a quando le liti non sono prevalse su tutto - il che, a dire il vero, è accaduto abbastanza presto, e di frequente.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
Senza alcun dubbio la riunificazione.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
Se devo dirne solo uno, certamente nel novembre di quest'anno, quando ho aperto il forum e ho scoperto che gli ultimi giapponesi avevano deciso di arrendersi. E' stato bruttissimo, vivere ancora una volta la stessa esperienza di Vitla 1.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Una persona che, più che all'ideologia, guarda alla libertà per sè e per gli altri, al lato bello dello stare insieme. Purtroppo, è anche molto, troppo litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Come ho ripetuto più volte in questa intervista, sicuramente l'eccessiva litigiosità. E anche il legalismo e il burocratismo: si è finiti per avere più cariche che cittadini, e poi il divertimento insito nell'esperienza micronazionale è andato svanendo.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Mah, il cuore vorrebbe dire "sì", ma il cervello non ci crede. Ma finchè vive lo spazio, e noi continuiamo comunque a dare segni di vita, chissà.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Temo purtroppo di sì, anche se finora non si è giunti a scrivere il famoso comunicato.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Confesso che non le seguo, quindi non saprei... posso solo augurarle di non commettere i nostri stessi errori.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Su Vitla ho già detto, e non vorrei ripetermi. Res Publica nessuno mi ha spiegato, pensavo fosse in ottima salute. Cisalpina fa finta di essere sana e va sempre avanti, noi almeno siamo sinceri.
Progetti per il futuro?
Micronazionalmente? Mah, per un po' (non so quando) me ne starò in disparte e solitario. Un domani, chissà, potrei rituffarmi in una nuova esperienza del genere, più disincantato magari, istruito dall'esperienza vetlana.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Voglio dire ad Unreal War che il suo "La benzina vetlana è finita! Però... il viaggio è stato bello, grazie a tutti" è stata una coltellata al cuore. Veramente, mi ha commosso, un commiato più bello non lo poteva scrivere. Poi per concludere: Vitla è finita a remengo, ma tutto sommato è stato bello esserci. E, sia pure di poco, abbiamo schiattato sempre dopo gli odiosi Quiriti. Magra soddisfazione, ma bisogna accontentarsi.
La visione di Repubblica dell’Ossola
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Sono Repubblica dell'Ossola. Ho ricoperto quasi tutti i ruoli istituzionali nella Repubblica Democratica di Vitla: Presidente dell'Assemblea Costituente, Presidente della Repubblica, Vice presidente della repubblica, Primo Ministro, Ministro degli Esteri, Giudice della Corte Suprema, Responsabile della Cittadinanza.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Avevo presentato la mia richiesta di cittadinanza nella Repubblica di Vitla circa una settimana prima della scissione. Dovendo scegliere, ho optato per la Repubblica Democratica di Vitla per diversi motivi, tra cui fare un'esperienza micronazionale dall'inizio, partecipando alla fondazione di una micronazione in prima persona e per poter tentare di fare il possibile per riunificare le due Vitla. Non è stato facile all'inizio, vista la diffidenza verso chi era diciamo di sinistra, ma con il tempo la diffidenza è completamente svanita, tanto è vero che, come ho già detto sopra, ho ricoperto le cariche più importanti.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
La riunificazione, che è stato sempre, anche nei momenti di scontro più aspro, il mio fine più importante.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
La decadenza di Vitla è dovuta alle liti interne, non tanto politiche quanto personali.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Un appassionato, desideroso di fare ma spesso litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Cadere nelle liti personali.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Non lo so. Mi sento proprio come gli ultimi giapponesi ma non ho voglia di arrendermi con il cuore, anche se la ragione dice di sì.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Finché anche un solo vetlano dice no, Vitla vive.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Non saprei, non ho più seguito molto le vicende delle nuove realtà. Mi sembra che sia scemato parecchio l'interesse micronazionale e che le varie iniziative siano a livello personale o comunque molto ristretto.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Res Publica come micronazione è caduta, Vitla è in agonia ma non è ancora morta, la Cisalpina vegeta. Trovare le cause sembra facile e difficile allo stesso tempo. Per Vitla il casus belli è stato lo scontro FGB/Negramaro, che ha probabilmente portato alla luce problemi di rapporti personali critici fra molti cittadini e il coinvolgimento nello scontro di esponenti di Res. Per Res Publica, a parte scontri personali, forse la struttura complessa che comportava un impegno troppo gravoso. La Cisalpina sopravvive per l'impegno di due o tre, ma si è sempre notata una scarsa partecipazione, insomma neppure qualche sana litigata.
Progetti per il futuro?
Sono tentato di fondare una NUova Vitla, se non si riuscirà a salvare questa. Purtroppo ho pochissimo tempo in questo periodo, per problemi di lavoro e familiari.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Dalla mia esperienza ho capito che una micronazione deve farsi soprattutto i fatti suoi. Tutti sono bene accetti, ma cercare a tutti i costi rapporti diplomatico-politici non serve a niente, anzi spesso è un fattore che scatena il collasso e noi ne abbiamo avuto ampie prove.
Piter Zucca
La visione di segretario_90
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Mi chiamo Stefano in arte segretario_90, nella mia carriera vetlana sono stato segretario (da qui il nickname) del Partito socialista vetlano, quindi deputato e più volte ministro.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Beh, intanto occorre dire che io, alla nascita di RDV, stavo dall'altra parte della barricata. Mi sono unito ad essa nel novembre del 2009, al termine del processo di riunificazione. Devo dire che, pur essendo durata poco, non è stata una brutta esperienza, almeno fino a quando le liti non sono prevalse su tutto - il che, a dire il vero, è accaduto abbastanza presto, e di frequente.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
Senza alcun dubbio la riunificazione.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
Se devo dirne solo uno, certamente nel novembre di quest'anno, quando ho aperto il forum e ho scoperto che gli ultimi giapponesi avevano deciso di arrendersi. E' stato bruttissimo, vivere ancora una volta la stessa esperienza di Vitla 1.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Una persona che, più che all'ideologia, guarda alla libertà per sè e per gli altri, al lato bello dello stare insieme. Purtroppo, è anche molto, troppo litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Come ho ripetuto più volte in questa intervista, sicuramente l'eccessiva litigiosità. E anche il legalismo e il burocratismo: si è finiti per avere più cariche che cittadini, e poi il divertimento insito nell'esperienza micronazionale è andato svanendo.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Mah, il cuore vorrebbe dire "sì", ma il cervello non ci crede. Ma finchè vive lo spazio, e noi continuiamo comunque a dare segni di vita, chissà.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Temo purtroppo di sì, anche se finora non si è giunti a scrivere il famoso comunicato.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Confesso che non le seguo, quindi non saprei... posso solo augurarle di non commettere i nostri stessi errori.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Su Vitla ho già detto, e non vorrei ripetermi. Res Publica nessuno mi ha spiegato, pensavo fosse in ottima salute. Cisalpina fa finta di essere sana e va sempre avanti, noi almeno siamo sinceri.
Progetti per il futuro?
Micronazionalmente? Mah, per un po' (non so quando) me ne starò in disparte e solitario. Un domani, chissà, potrei rituffarmi in una nuova esperienza del genere, più disincantato magari, istruito dall'esperienza vetlana.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Voglio dire ad Unreal War che il suo "La benzina vetlana è finita! Però... il viaggio è stato bello, grazie a tutti" è stata una coltellata al cuore. Veramente, mi ha commosso, un commiato più bello non lo poteva scrivere. Poi per concludere: Vitla è finita a remengo, ma tutto sommato è stato bello esserci. E, sia pure di poco, abbiamo schiattato sempre dopo gli odiosi Quiriti. Magra soddisfazione, ma bisogna accontentarsi.
La visione di Repubblica dell’Ossola
Si potrebbe prima di tutto presentare e dire che ruoli ha ricoperto nella sue esperienza vetlana?
Sono Repubblica dell'Ossola. Ho ricoperto quasi tutti i ruoli istituzionali nella Repubblica Democratica di Vitla: Presidente dell'Assemblea Costituente, Presidente della Repubblica, Vice presidente della repubblica, Primo Ministro, Ministro degli Esteri, Giudice della Corte Suprema, Responsabile della Cittadinanza.
Ci racconti la sua esperienza nella Repubblica Democratica di Vitla.
Avevo presentato la mia richiesta di cittadinanza nella Repubblica di Vitla circa una settimana prima della scissione. Dovendo scegliere, ho optato per la Repubblica Democratica di Vitla per diversi motivi, tra cui fare un'esperienza micronazionale dall'inizio, partecipando alla fondazione di una micronazione in prima persona e per poter tentare di fare il possibile per riunificare le due Vitla. Non è stato facile all'inizio, vista la diffidenza verso chi era diciamo di sinistra, ma con il tempo la diffidenza è completamente svanita, tanto è vero che, come ho già detto sopra, ho ricoperto le cariche più importanti.
Qual è stato il momento più bello che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano?
La riunificazione, che è stato sempre, anche nei momenti di scontro più aspro, il mio fine più importante.
Ed ovviamente qual è stato il momento più brutto che lei ricorda da quando è diventato Cittadino Vetlano.
La decadenza di Vitla è dovuta alle liti interne, non tanto politiche quanto personali.
Se dovesse spiegare a qualcuno chi è un Vetlano, lei come lo spiegherebbe?
Un appassionato, desideroso di fare ma spesso litigioso.
Che errori ha fatto Vitla per ridursi nello stato comatoso in cui si ritrova adesso?
Cadere nelle liti personali.
C'è qualche speranza che Vitla torni ai vecchi fasti?
Non lo so. Mi sento proprio come gli ultimi giapponesi ma non ho voglia di arrendermi con il cuore, anche se la ragione dice di sì.
Possiamo dire ufficialmente che Vitla cessa la sua esperienza Micronazionale?
Finché anche un solo vetlano dice no, Vitla vive.
Cosa ne pensa di tutte le nuove realtà che stanno spuntando così dal nulla?
Non saprei, non ho più seguito molto le vicende delle nuove realtà. Mi sembra che sia scemato parecchio l'interesse micronazionale e che le varie iniziative siano a livello personale o comunque molto ristretto.
Vitla è caduta, Res Publica è caduta, la Cisalpina come sempre non gode di ottima salute. Come mai tre colossi come i tre precedentemente citati hanno trovato queste difficioltà?
Res Publica come micronazione è caduta, Vitla è in agonia ma non è ancora morta, la Cisalpina vegeta. Trovare le cause sembra facile e difficile allo stesso tempo. Per Vitla il casus belli è stato lo scontro FGB/Negramaro, che ha probabilmente portato alla luce problemi di rapporti personali critici fra molti cittadini e il coinvolgimento nello scontro di esponenti di Res. Per Res Publica, a parte scontri personali, forse la struttura complessa che comportava un impegno troppo gravoso. La Cisalpina sopravvive per l'impegno di due o tre, ma si è sempre notata una scarsa partecipazione, insomma neppure qualche sana litigata.
Progetti per il futuro?
Sono tentato di fondare una NUova Vitla, se non si riuscirà a salvare questa. Purtroppo ho pochissimo tempo in questo periodo, per problemi di lavoro e familiari.
Se ha qualcosa da dire lo dica in libertà....
Dalla mia esperienza ho capito che una micronazione deve farsi soprattutto i fatti suoi. Tutti sono bene accetti, ma cercare a tutti i costi rapporti diplomatico-politici non serve a niente, anzi spesso è un fattore che scatena il collasso e noi ne abbiamo avuto ampie prove.
Piter Zucca
La Coppa del Mondo VIVA 2010
Nel 2010, tra il 31/5 e il 5/6 s'è tenuto il Mondiale calcistico dell'NF-Board, organizzazione calcistica che raggruppa territori non indipendenti quali la Padania ( "El Trota" Renzo Bossi è Segretario per la Delegazione Europa della federazione), il Tibet, Gozo, ecc....
Quest'ultima edizione della competizione s'è tenuta nell'isoletta maltese dalle sabbie rosee.
Lei sei squadre partecipanti sono state divise in due mini-gironi.
Il Gruppo A, puritanamente europeo, è stato vinto dalla Nazionale verdana, seguita dall'Occitania e, a quota zero, dalla nazione ospitante.
Dopo due sconfitte e 7 gol subiti, Gozzo è uscito dal torneo.
Nel Girone B, il Kurdistan ( unica Nazione extraeuropea) s'è aggiudicato a punteggio pieno la vetta.
Sotto il territorio mesopotamico, la Nazionale delle Due Sicilie s'è conquistata, con una vittoria alla Provenza, la seconda piazza.
Le due selezioni eliminate si sono date sfida in una finale per il 5°-6° posto, siglata per i gozitani dalle reti di Buttigieg e di Camilleri.
Nelle semifinali ha avuto scena un emozionante derby tra le Due Sicilie e la Bossitania, i terroni ed i polentoni.
I "pulentun", che nella rosa annoverano ex grandi glorie come Maurizio Ganz, ex bomber di Inter e Milan, e altri ex giocatori di Serie A quali Piovani e Gentilini, hanno battuto per 2-0 i bisiculi.
Nell'altra semifinale il Kurdistan ha superato, con un combattuto 2-1, l'Occitania.
Nella finale 3°-4° posto, ancora una sconfitta per 2-0 per i meridionali.
Nella finalissima di Xewkija, la Verdania ha vinto di misura il Popolo Curdo con un gol di Mosti.
Vince la classifica marcatori il curdo Qaraman, giocatore dell'irachena Arbil.
La rappresentativa de "el segna semper lu" Ganz, si aggiudica la terza edizione del Trofeo VIVA.
La prossima Coppa del Mondo è organizzata per il 2012 in terra curda, salvo complicazioni di sicurezza.
Giorgio Viganò
Quest'ultima edizione della competizione s'è tenuta nell'isoletta maltese dalle sabbie rosee.
Lei sei squadre partecipanti sono state divise in due mini-gironi.
Il Gruppo A, puritanamente europeo, è stato vinto dalla Nazionale verdana, seguita dall'Occitania e, a quota zero, dalla nazione ospitante.
Dopo due sconfitte e 7 gol subiti, Gozzo è uscito dal torneo.
Nel Girone B, il Kurdistan ( unica Nazione extraeuropea) s'è aggiudicato a punteggio pieno la vetta.
Sotto il territorio mesopotamico, la Nazionale delle Due Sicilie s'è conquistata, con una vittoria alla Provenza, la seconda piazza.
Le due selezioni eliminate si sono date sfida in una finale per il 5°-6° posto, siglata per i gozitani dalle reti di Buttigieg e di Camilleri.
Nelle semifinali ha avuto scena un emozionante derby tra le Due Sicilie e la Bossitania, i terroni ed i polentoni.
I "pulentun", che nella rosa annoverano ex grandi glorie come Maurizio Ganz, ex bomber di Inter e Milan, e altri ex giocatori di Serie A quali Piovani e Gentilini, hanno battuto per 2-0 i bisiculi.
Nell'altra semifinale il Kurdistan ha superato, con un combattuto 2-1, l'Occitania.
Nella finale 3°-4° posto, ancora una sconfitta per 2-0 per i meridionali.
Nella finalissima di Xewkija, la Verdania ha vinto di misura il Popolo Curdo con un gol di Mosti.
Vince la classifica marcatori il curdo Qaraman, giocatore dell'irachena Arbil.
La rappresentativa de "el segna semper lu" Ganz, si aggiudica la terza edizione del Trofeo VIVA.
La prossima Coppa del Mondo è organizzata per il 2012 in terra curda, salvo complicazioni di sicurezza.
Giorgio Viganò
Le poste micronazionali come simbolo della loro reale esistenza?
In questi giorni è stata ufficializzato e trasformato un nostro vecchio servizio che ha assunto una nuova denominazione : Ente delle Poste Magistrali Adrianee ,dapprima di competenza dell’ufficio del Governatore , ora ,dopo gli ultimi provvedimenti si sta avviando a divenire autonoma come ente a se stante coadiuvato con una’altra vecchia parte dell’ordine ,cioè L’ASSOCIAZIONE NUMISMATICA FILATELICA AURUNCA ,trasformata in AZIENDA NUMISMATICA FILATELICA ADRIANEA ( A.N.F.A. ) con la funzione di coadiuvare l’ente poste sia nella programmazione ,nella diffusione e anche nella vendita del materiale filatelico numismatico della Nazione . Devo ricordare che al momento non è stato pubblicato un decreto di emissione del Tarì ( è ancora in forma cartacea e dovrà essere portato in forma telematica) come moneta diciamo reale anche perché vincolato da altre disposizioni in merito. Comunque non voglio tediarvi con tecnicismi di cui potrete sollazzarvi leggendo o il bollettino presente nel forum che della piattaforma sperimentale di wordpress (attivata già l’anno scorso ed ora operativa grazie al decreto “on the Web”. )In queste quattro chiacchiere vorremmo dirvi e chiedervi che funzione potrebbe avere un servizio postale in una micronazione. Noi una risposta ce la siamo dati e non verte solo sulla tradizione di una cosa passata , ma punta ad una diversificazione delle competenze ,un’organizzazione più efficiente sia della posta interna tradizionale che quella mail o di altro tipo telematico, inoltre la presenza di questo servizio ha un valore che val aldilà di quello pratico : ha un valore associabile all’identità ,alla storia alla voglia di dire che esistiamo sia alle stesse micronazioni sia alle nazioni grandi e riconosciute alle quale gli passa quotidianamente sotto il naso il nostro francobollo ,il nostro intero postale,la nostra dicitura,una prima forma di affermazione della propria sovranità esercitata anche nella creazione sia di un servizio classico e di tutti quei prodotti che ne incarna lo spirito di ogni nazione sia piccola che grande che sia.Quindi non solo “ una simpatica idea “ ma un servizio che in futuro potrebbe avere sviluppi non solo simbolici oppure filatelici,ma anche qualcosa di più. Più volte abbiamo proposto alle altre nazione una convenzione postale tipo l’UPU ( unione postale universale ) che partendo da un’idea di collaborazione su una specifica tematica ,potrebbe con il tempo trasformarsi anche in una attività nel settore delle comunicazioni ( in esse rientrerebbero anche la produzione di audiovisivi ).Questo rientra in quello che gli Adrianei affermano da tempo sia come propria mission sia come proprio vision del domani. Una micronazione non è fatta solo dal contare le caprette , le verdure ecc. , ma nell’offerta di servizi che possono garantire sia alla nazione ,ai suoi alleati e ai fruitori esterni , servizi di vario genere che vanno dall’assistenza da difensore civico,all’assistenza di persone più sfortunate, alla cultura e la diffusione di essa ,all’offerta servizi sussidiari ,come quello postale ove i grandi sono latitanti o carenti e comunque in un filone solidale e di equità che oggi sembrano solo slogan vuoti o menzogneri.Quindi un francobollo non solo un pezzo di carta ,un souvenir ,una qualcosa da mettere nel proprio shop souvenir,ma il simbolo del proprio essere sovrano e micronazione per guardare avanti in un futuro che è tutto da costruire.
Strato Gelsomino
Strato Gelsomino
Ambasciate o spazi Web hanno ancora una reale funzione ?
Quest’articolo, lungi dal volere trattare argomenti in modo tecnico e specialistico,ha intenzione di farci riflettere su una particolare istituzione importante , almeno a livello di trattati , quali le ambasciate o il loro significato e l’attuale funzione .Ormai è un anno che il nostro Ordine ha ufficialmente debuttato sul web ed esattamente nell’ambiente micro nazionalista .Un tempo non le chiamavamo così , ma nella sostanza ci sentivamo una nazione ,dai caratteri molto specifici ,per il fatto che comunque siamo un Ordine , abbiamo rapporti trasversali con associazione ,micronazioni ecc . , oltre a essere gli eredi ,sia per tradizione ,uomini ed ideali , di una micro nazione.
Però non vorrei scrivere queste quattro righe per parlare di noi ,su questo cerchiamo di farlo in vari modi semplici o diretti e magari il libro che rappresenterà la parte finale del “PROGETTO MEMORIA “ che gradualmente sta andando avanti.
Quello che si è concluso è stato un anno di lavoro ,di trattati, di interscambi ,di nuovi amici ,ma anche di delusioni ,in fondo ci siamo abituati,ma dalla semplice stretta di mano che una volta siglavano i nostri trattati o convenzioni ,siamo entrati in un mondo fatto di solenni impegni ,spesso standardizzati,di presunte rivendicazioni su territori su cui mai nessuno degli interessati ci ha mai messo piede realmente e la creazione del punto web conosciuto come ambasciata.
Vorrei approfondire proprio questa parte ed esaminarne la funzione e la presunta utilità.
In pratica in quasi tutti i trattati si sancisce solennemente la contestuale apertura di uno spazio web denominata ambasciata con relativa presa di possesso e nomina dell’ambasciatore.
Tutto bello,perfetto tranne per una cosa : nessuno o buona parte ,tranne alcune lodevoli eccezioni ,le usa per l’uso preposto cioè per le comunicazioni tra alleati o amici,preferendo vetrine più comode e di facile effetto. Anzi spesso quando fornisci una qualsiasi informazioni c’è un’assenza totale anche formale di presa d’atto e nenche educatamente un saluto come si converrebbe sia in diplomazia che tra persone di normale educazione.
Da tempo la nostra Nazione sta vagliando la trasformazione non solo nominale ,ma anche formale, di questi spazi. L’anno scorso ,durante la riunione annuale del Senato Magnum ,cioè la massima aggregazione di tutti i cittadini , nell’allegato A poi divenuto un decreto sulle piattaforme web dell’Ordine , la serietà di questa istituzione la sua trasformazione e l’eventuale nullità del trattato in base al non rispetto di una delle condizioni tra cui la nomina dell’ambasciatore ed una periodica informazione tra nazioni .
Questo libello non vuole essere un’accusa specifica verso alcuno,ma (nella sua eccezione giuridica ) un momento di riflessione , o porsi delle domande , rivolte a tutti gli interessati : o alle ambasciate si rende un reale valore di comunicazione tra le nazioni e di piena e completa attuazione dei trattati stipulati invece di avere sui propri forum una semplice accozzaglia di banderuole, oppure si dovrebbe pensare ad una loro trasformazione ,magari usare altri canali ufficiali .Le nazioni spesso usano come medim per le loro comunicazioni facebook ( che tutti ufficialmente disprezzano ,ma che poi ipocritamente usano ). In quest’anno la L.I.M. , di fatto ha supplito la funzione di comunicazione svolto dalle ambasciate tra le nazioni ,che dovrebbero senza togliere nulla al lavoro egregio del gruppo di informazione ) un reale e continuo interscambio di informazioni ,anche privato, il rispetto non solo dei trattati , la risoluzione di controversie nonché l’eventuale dibattito che poteva scaturire da una comunicazione di un’altra nazione.
Nelle diplomazie di mezzo mondo ,tranne alcuni casi, nessun capo di stato o di governo sia informato su cose importanti inerenti un nazione amica prima dai mass-media e poi dai suoi ambasciatori,semmai il contrario.
Oggi per le micronazioni è così ;i trattati sono solo pezzi di carta da proporre e firmare ,dai contenuti vuoti,la diplomazia è ridotta a spettacolo e chi più tecnicamente bravo più prende applausi .In questo modo credo che muoia veramente il senso di una nazione ,dei suoi rapporti ,della sua vera diplomazia ,fatta di tante cose ,di pazienza,di comunicati,di dibattiti e non solo spot ed altro. Se qualcuno ha visto in questi mesi una lenta e graduale moria di micro nazioni ,tra le concause vi è sicuramente la perdita del proprio orizzonte e dei propri doveri internazionali ,a volte noiosi,ma ripeto doveri di rispetto tra micronazioni. Il confronto nel nostro Ordine continua e forse si darà definitivamente atto al decreto e qualche nazione resterà fuori grande o piccina che sia .
Ripeto quello che ho già affermato:dovremmo riflettere tutti su questo argomento ,sulle relazioni intermicronazionali e sulla reale applicazione e validità dei trattati che si firmano.
Strato Gelsomino
Però non vorrei scrivere queste quattro righe per parlare di noi ,su questo cerchiamo di farlo in vari modi semplici o diretti e magari il libro che rappresenterà la parte finale del “PROGETTO MEMORIA “ che gradualmente sta andando avanti.
Quello che si è concluso è stato un anno di lavoro ,di trattati, di interscambi ,di nuovi amici ,ma anche di delusioni ,in fondo ci siamo abituati,ma dalla semplice stretta di mano che una volta siglavano i nostri trattati o convenzioni ,siamo entrati in un mondo fatto di solenni impegni ,spesso standardizzati,di presunte rivendicazioni su territori su cui mai nessuno degli interessati ci ha mai messo piede realmente e la creazione del punto web conosciuto come ambasciata.
Vorrei approfondire proprio questa parte ed esaminarne la funzione e la presunta utilità.
In pratica in quasi tutti i trattati si sancisce solennemente la contestuale apertura di uno spazio web denominata ambasciata con relativa presa di possesso e nomina dell’ambasciatore.
Tutto bello,perfetto tranne per una cosa : nessuno o buona parte ,tranne alcune lodevoli eccezioni ,le usa per l’uso preposto cioè per le comunicazioni tra alleati o amici,preferendo vetrine più comode e di facile effetto. Anzi spesso quando fornisci una qualsiasi informazioni c’è un’assenza totale anche formale di presa d’atto e nenche educatamente un saluto come si converrebbe sia in diplomazia che tra persone di normale educazione.
Da tempo la nostra Nazione sta vagliando la trasformazione non solo nominale ,ma anche formale, di questi spazi. L’anno scorso ,durante la riunione annuale del Senato Magnum ,cioè la massima aggregazione di tutti i cittadini , nell’allegato A poi divenuto un decreto sulle piattaforme web dell’Ordine , la serietà di questa istituzione la sua trasformazione e l’eventuale nullità del trattato in base al non rispetto di una delle condizioni tra cui la nomina dell’ambasciatore ed una periodica informazione tra nazioni .
Questo libello non vuole essere un’accusa specifica verso alcuno,ma (nella sua eccezione giuridica ) un momento di riflessione , o porsi delle domande , rivolte a tutti gli interessati : o alle ambasciate si rende un reale valore di comunicazione tra le nazioni e di piena e completa attuazione dei trattati stipulati invece di avere sui propri forum una semplice accozzaglia di banderuole, oppure si dovrebbe pensare ad una loro trasformazione ,magari usare altri canali ufficiali .Le nazioni spesso usano come medim per le loro comunicazioni facebook ( che tutti ufficialmente disprezzano ,ma che poi ipocritamente usano ). In quest’anno la L.I.M. , di fatto ha supplito la funzione di comunicazione svolto dalle ambasciate tra le nazioni ,che dovrebbero senza togliere nulla al lavoro egregio del gruppo di informazione ) un reale e continuo interscambio di informazioni ,anche privato, il rispetto non solo dei trattati , la risoluzione di controversie nonché l’eventuale dibattito che poteva scaturire da una comunicazione di un’altra nazione.
Nelle diplomazie di mezzo mondo ,tranne alcuni casi, nessun capo di stato o di governo sia informato su cose importanti inerenti un nazione amica prima dai mass-media e poi dai suoi ambasciatori,semmai il contrario.
Oggi per le micronazioni è così ;i trattati sono solo pezzi di carta da proporre e firmare ,dai contenuti vuoti,la diplomazia è ridotta a spettacolo e chi più tecnicamente bravo più prende applausi .In questo modo credo che muoia veramente il senso di una nazione ,dei suoi rapporti ,della sua vera diplomazia ,fatta di tante cose ,di pazienza,di comunicati,di dibattiti e non solo spot ed altro. Se qualcuno ha visto in questi mesi una lenta e graduale moria di micro nazioni ,tra le concause vi è sicuramente la perdita del proprio orizzonte e dei propri doveri internazionali ,a volte noiosi,ma ripeto doveri di rispetto tra micronazioni. Il confronto nel nostro Ordine continua e forse si darà definitivamente atto al decreto e qualche nazione resterà fuori grande o piccina che sia .
Ripeto quello che ho già affermato:dovremmo riflettere tutti su questo argomento ,sulle relazioni intermicronazionali e sulla reale applicazione e validità dei trattati che si firmano.
Strato Gelsomino
L'importanza dello sport in ambito Micronazionale
Abbiamo osservato, in questi ultimi tempi, il decesso di alcune importanti micronazioni.
Ritengo, dopo aver approfondito l'argomento, che questa decadenza sia stata provocata da una perdita d'identità e di riconoscimento all'interno della Nazione.
Questo fenomeno deriva, a sua volta, da diversi fattori.
Uno di questi, trattato da molti micronazionalisti, è la virtualità, che ha portato gradualmente gli utenti dei vari forum al distaccarsi dalle Vitla.
Penso che nel mondo micronazionale italofono d'oggi (St. Charlie, Atlantis, RdC, Dolcebano, Gordjan e S.M.O.R.A.) bisogni trovare qualche metodo per rafforzare la propria Identità Nazionale. Come si farà a far riconoscere il rispettivo Stato senza riconoscersi nello stesso?
Un modo per approfondire il sentimento tipicamente romantico verso la propria micronazione è quello di organizzare rappresentative sportive, coglienti in pieno la tutta popolazione.
Credo che la competizione, seppur sempre in amicizia, possa incrementare la coscienza micronazionale.
La dimostrazione di questa teoria è nel benessere sviluppato di St. Charlie, micropaese italiano più florido nel settore sportivo.
A questo proposito, nel globo, sussiste un'organizzazione principale, l'OAM, ex MUSC, nella quale campeggia la bandiera rossoblù della Repubblica Federale italofona.
Per di più, manifestazioni ludiche e sportive sono momenti di incontri fisici e culturali tra i membri, fonte di arricchimento magnifico.
Mi auguro che, anche nell'ambiente della Libera Informazione Micronazionale (dominante agorà dell'Italia micronazionale), si possano formare tali associazioni, che se non saranno importanti, saranno comunque un dettaglio significante per la crescita del nuovo italmicromondo.
Giorgio Viganò
Ritengo, dopo aver approfondito l'argomento, che questa decadenza sia stata provocata da una perdita d'identità e di riconoscimento all'interno della Nazione.
Questo fenomeno deriva, a sua volta, da diversi fattori.
Uno di questi, trattato da molti micronazionalisti, è la virtualità, che ha portato gradualmente gli utenti dei vari forum al distaccarsi dalle Vitla.
Penso che nel mondo micronazionale italofono d'oggi (St. Charlie, Atlantis, RdC, Dolcebano, Gordjan e S.M.O.R.A.) bisogni trovare qualche metodo per rafforzare la propria Identità Nazionale. Come si farà a far riconoscere il rispettivo Stato senza riconoscersi nello stesso?
Un modo per approfondire il sentimento tipicamente romantico verso la propria micronazione è quello di organizzare rappresentative sportive, coglienti in pieno la tutta popolazione.
Credo che la competizione, seppur sempre in amicizia, possa incrementare la coscienza micronazionale.
La dimostrazione di questa teoria è nel benessere sviluppato di St. Charlie, micropaese italiano più florido nel settore sportivo.
A questo proposito, nel globo, sussiste un'organizzazione principale, l'OAM, ex MUSC, nella quale campeggia la bandiera rossoblù della Repubblica Federale italofona.
Per di più, manifestazioni ludiche e sportive sono momenti di incontri fisici e culturali tra i membri, fonte di arricchimento magnifico.
Mi auguro che, anche nell'ambiente della Libera Informazione Micronazionale (dominante agorà dell'Italia micronazionale), si possano formare tali associazioni, che se non saranno importanti, saranno comunque un dettaglio significante per la crescita del nuovo italmicromondo.
Giorgio Viganò
Un anno di Libera Informazione
Istruzioni per l'uso: questo artciolo non sarà convenzionale, probabilmente potrà sembrare uno scritto molto informale e se avrete questa sensazione il mio intento sarà riuscito.
Ormai è passato un altro anno, un anno pieno di eventi che ha sconvolto il nostro mondo, micronazionale e non micronazionale, ma che non ha certamente fermato l'Informazione.
Informazione che è rimasta viva grazie a tutti coloro che hanno creduto nel progetto da me creato, ma da voi portato avanti, anche molto bene in caso di mia assenza, perché era inimmaginabile che Libera Informazione Micronazionale andasse avanti solamente con le mie idee e le mie forze. Un progetto che inizia timidamente, come del resto era normale, ma che piano piano prende forma durante questo lungo anno. Molti articoli di molte testate sono stati pubblicati, molti servizi di televisioni micronazionali sono stati pubblicati e addirittura trasmissioni radio. Se ci fate caso non sto facendo nomi, perché è sotto gli occhi di tutti cosa è successo in questo anno e non sarò certo io ad elogiare le gesta dei singoli, ma voglio elogiare le diversità dei singoli che hanno fatto in modo che Libera Informazione diventasse un qualcosa di bello e trasparente. Perché della Trasparenza e della Libertà dobbiamo farne due punti fondamentali di questo gruppo di Informazione, altrimenti cadremo nel solito giochino di un Informazione falsa e scriveremmo cose che vogliamo sentirci dire. Non ha caso non ci sono giornalisti di professione, ma tutti noi siamo giornalisti perché come ho sempre detto se crediamo che nella nostra realtà ci sia una notizia che secondo noi è NOTIZIA la dobbiamo far leggere a tutti anche se gli altri la credono una NON NOTIZIA. Per una volta voglio essere arrogante e presuntuoso: sono sicuro che Libera Informazione ha dato una spinta in più all'informazione micronazionale perché da tanto tempo che sono nel panorama e non ho mai visto un fermento così per quanto riguarda l'informazione, sarà un caso o forse no, ma l'Informazione nel panorama è molto migliorata sia in quantità che in qualità. Un anno pieno di eventi è passato e tra poco ne attraverseremo un altro e vi voglio lasciare una domanda: ha sempre senso chiamarci Libera Informazione Micronazionale dato che nel panorama non ci sono solo realtà che si definiscono Micronazioni anche se molto simili ad esse?
Sarebbe una domanda a cui dovremmo rispondere ad un bel Congresso.
Piter Zucca
Ormai è passato un altro anno, un anno pieno di eventi che ha sconvolto il nostro mondo, micronazionale e non micronazionale, ma che non ha certamente fermato l'Informazione.
Informazione che è rimasta viva grazie a tutti coloro che hanno creduto nel progetto da me creato, ma da voi portato avanti, anche molto bene in caso di mia assenza, perché era inimmaginabile che Libera Informazione Micronazionale andasse avanti solamente con le mie idee e le mie forze. Un progetto che inizia timidamente, come del resto era normale, ma che piano piano prende forma durante questo lungo anno. Molti articoli di molte testate sono stati pubblicati, molti servizi di televisioni micronazionali sono stati pubblicati e addirittura trasmissioni radio. Se ci fate caso non sto facendo nomi, perché è sotto gli occhi di tutti cosa è successo in questo anno e non sarò certo io ad elogiare le gesta dei singoli, ma voglio elogiare le diversità dei singoli che hanno fatto in modo che Libera Informazione diventasse un qualcosa di bello e trasparente. Perché della Trasparenza e della Libertà dobbiamo farne due punti fondamentali di questo gruppo di Informazione, altrimenti cadremo nel solito giochino di un Informazione falsa e scriveremmo cose che vogliamo sentirci dire. Non ha caso non ci sono giornalisti di professione, ma tutti noi siamo giornalisti perché come ho sempre detto se crediamo che nella nostra realtà ci sia una notizia che secondo noi è NOTIZIA la dobbiamo far leggere a tutti anche se gli altri la credono una NON NOTIZIA. Per una volta voglio essere arrogante e presuntuoso: sono sicuro che Libera Informazione ha dato una spinta in più all'informazione micronazionale perché da tanto tempo che sono nel panorama e non ho mai visto un fermento così per quanto riguarda l'informazione, sarà un caso o forse no, ma l'Informazione nel panorama è molto migliorata sia in quantità che in qualità. Un anno pieno di eventi è passato e tra poco ne attraverseremo un altro e vi voglio lasciare una domanda: ha sempre senso chiamarci Libera Informazione Micronazionale dato che nel panorama non ci sono solo realtà che si definiscono Micronazioni anche se molto simili ad esse?
Sarebbe una domanda a cui dovremmo rispondere ad un bel Congresso.
Piter Zucca
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