La caduta di Res Publica SPQR, la Repubblica del Senato e del Popolo di Roma, ha segnato una tappa importante nella storia del micronazionalismo italofono e in tutti i suoi singoli interpreti fisici.
La fine di un progetto non ha impedito a quei ragazzi, "figli della Romanità", di continuare a programmare un contenitore politico adatto alle proprie idee e alle proprie aspettative. La vecchia Res Publica è ora un movimento politico che ha le proprie pretese, la propria struttura e la propria identità. Ha smesso di occuparsi di cittadinanze, di elezioni, di giustizia interna, ma continua a rendersi indipendente in nome della libertà e dei diritti politici delle comunità.
Dovunque và il mondo, tu seguilo. Diceva qualche saggio. Noi diciamo "costruisci da te la strada del mondo".
Da movimento popolare e giovanile, quale siamo, abbiamo accolto la proposta di dialogo di molti soggetti simili al nostro, in nome di una collaborazione politica nel segno dei valori di Roma. Così abbiamo conosciuta la Confederazione Socialista Romana e Terza Repubblica, avanposti di Romanità e Socialismo. Uno dei nostri prossimi obiettivi sarà senza dubbio cercare di sottrarre la Romanità e l'immagine di Roma, Imperiale e Repubblicana,agli stereotipi che le vogliono appannaggio della destra e del neofascismo.
La strada non è facile. La Romanità e il movimento si pongono come disgregatrici delle ideologie moderne novecentesce e a sua volta sintesi e superamento di tutte queste. Costruire una mentalità nuova è necessario per provare a migliorare una società corrotta e materialista all'ennesima, e trasformare l'uomo, da "economicus" a "novus", rinnovato.
Giuliano Peretti
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